Lukaku e De Bruyne, solo 6 minuti con il Napoli. Big Rom distrutto dalla morte del padre
Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne hanno condiviso in campo solo 6 minuti con la maglia del Napoli. Per Big Rom è stata una stagione davvero maledetta.

King Kev e Big Rom. Sembrano nomi da film d’azione o da cartone animato di Holly e Tom Becker, quei due che finivano sempre in porta solo perché Benji ci giocava volentieri e loro no. Invece sono Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne, due giganti del Belgio che, tra agosto e ottobre, hanno piegato i muscoli ma mai i sogni. Ne parla l'edizione odierna del Corriere dello Sport.
Infortuni pesanti per Lukaku e De Bruyne
Coscia sinistra per uno, coscia destra per l’altro. Il retto femorale di Lukaku, il bicipite femorale di De Bruyne. Lesioni pesanti, di quelle che fanno male al corpo e al morale. Eppure ritrovarli nella lista dei convocati per il Mondiale certifica il loro status di leggende: non si discute, si celebra. Per Romelu è stata una stagione surreale. Appena 64 minuti giocati, la morte del padre da elaborare, la frattura con Antonio Conte, il suo mentore. Un calvario umano prima ancora che sportivo.
Per Kevin, invece, il secondo intervento sullo stesso muscolo in due anni e due mesi. Due fuoriclasse piegati dal destino, ma mai domati E pensare che questa doveva essere la stagione. Quella della prima volta da compagni di club. Dove non era riuscito il Chelsea nel 2013, ci era arrivato il Napoli un’estate fa. Sembrava l’inizio di un’opera fiamminga, pennellata dopo pennellata: due talenti belgi sotto lo stesso cielo azzurro, finalmente insieme non solo in nazionale. Invece è stato un cortometraggio.
Sei minuti insieme con il Napoli
Durato appena 6 minuti. Al Maradona, contro il Torino, il 6 marzo. De Bruyne entra al 79’, Lukaku al 84’. Sei minuti di campo insieme, con la stessa maglia di club. Sei minuti che valgono più di tante stagioni intere, perché racchiudono un sogno rimandato, un’intesa mai davvero esplosa, un “e se…” che rimarrà sospeso.Il Belgio li chiama lo stesso. Perché certe leggende non hanno bisogno di minutaggi per essere riconosciute. King Kev e Big Rom tornano in nazionale con le cosce incerottate ma lo sguardo dritto. Pronti a scrivere un altro capitolo, stavolta senza limiti di tempo.
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