Mascia: "L'Inter deve vincere. Mazzarri come la Camusso, per il Napoli stagione finita"
Nello Mascia ironico e arguto come sempre nel commentare l'ultima giornata del campionato di calcio di Serie A.

Nello Mascia, attore e regista napoletano, ha commentato l'ultima giornata di campionato con un lungo post. Queste le sue parole: "Si gioca di pomeriggio all’Olimpico. Per evitare la finale del Sanremo delle polemiche. Diluvio di pioggia e di gol. Sangue Oro rigenerati da De Rossi. Pressing e aggressività. Chiusura di tutti gli spazi. Ma segna Acerbi di fortuna e d’istinto. Forse anche di rapina. Ma cosa volete che sia la marcatura di Thuram su Sammer, per il clan Marotta-Gravina. Cosa volete che sia il dito medio del difensore contro gli spalti. Cosa volete che sia la telefonatina in vivavoce ai giocatori di Inzaghi squalificato. Loro devono vincere. E vinceranno, anche perché sono i più forti".
Poi ha aggiunto: "Comunque la Roma è viva. Prima pareggia. Poi va in vantaggio con un gol strepitoso del Faraone, migliore in campo nel primo tempo. Nella ripresa i Suninter decidono di giocare. E non c’è più partita. Fanno paura quest’anno questi qui. Due le immagini chiave del match. Romelu avvilito per la panza e anche per aver sprecato il pareggio. De Rossi fradicio dalla testa ai piedi incazzato nero perché non può andare in campo a marcare il turco, e mostrare a tutti come si fa. A pensarci, destini diversi in famiglia Inzaghi. Pippo da calciatore, un campione. Simone, così così. Poi col tempo e col mutar di mestiere, le cose si ribaltano. Simone diventa un grande tecnico. Capace di gestire lo spogliatoio, preparare una gara, leggere un match. Pippo ancora in cerca di una identità".
Ed ha proseguito: "Ennesimo esonero a Salerno dopo la rovinosa sconfitta nello scontro diretto con l’Empoli. Il mini campionato per il posto Champions. Non ci resta che questo. La vittoria di Marassi per la Dea è un manifesto di intenti e capacità. Ne rilancia le ambizioni europee, creando un solco significativo con gli inseguitori. Era iniziato segnato da alti e bassi, il campionato di Gasp. Ma poi ha saputo ribaltare ogni aspettativa, trasformando i dubbi in certezze con una serie di prestazioni che hanno ridefinito la sua stagione. Il calcio è spazio di continua riscrittura".
E così i "però..." di dubbia fiducia, improvvisamente si trasformano in "però" di ammirata sorpresa. Gli aquilotti a Cagliari seminano tre gol e raccolgono tre punti. Ironia della sorte il gol della bandiera dei sardi è di Giuanluca Gaetano. Ed è una perla. I felsinei fanno accademia contro il Lecce. Ma come giocano bene i rossoblù. Trame che al tifoso napoletano sono note, e ricordano davvero recenti splendori. Gli stilnovisti si divertono contro i compiacenti ciociari per un futuro viola. Tranne la Roma, tutte vincenti le avversarie del Napoli, quando si accendono le luci a San Siro. E il Mazzarri confuso cosa fa? Si copre. Meglio non prenderle. Ma è inutile metterne cinque in difesa quando alla prima geometria veloce concertata dalle stelle rossonere, mezza squadra va in bambola".
Infine ha concluso: "E sbaglia in modo elementare la lettura, le scalate e il posizionamento. Ma cosa fanno in settimana a Castel Volturno questi giovanotti? Allora nella ripresa il Mazzarri confuso, per disperazione ripropone la difesa a quattro. Sperando nella buona sorte. Inserisce Politano che sembra dare una vitalità nuova alla manovra d’attacco. Ma è tutto un po’ improvvisato. Senza uno straccio di schema di gioco. Il Chiolito già aveva sbagliato nel primo tempo una buona occasione. Quando sbaglia ancora, il tecnico di San Vincenzo smadonna e – giusto per fare qualcosa - lo sostituisce per Jack. Ma le improvvisazioni continuano. La confusione continua. Il Mazzarri confuso è una vecchia signora imprecante. Sembra vedere sempre più Susanna Camusso, quella della Cgil. Quella che assistette allo sfascio del sindacato senza muovere un dito. Eppure c’è anche un palo interno del danesino, entrato come al solito troppo tardi. Eppure forse c’è anche un rigore negato. Eppure gli azzurri hanno fatto il 60% di possesso palla. Ma è un po’ come andare a Sanremo, arrivare secondi e fare il 60% al televoto. Sette punti dal quarto posto sono troppi. Fra noi e Dea ci sono altre sei squadre. Sono troppe. Stagione finita. Europa addio".
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