"Lui da qui non si muove". Da possibile star del baseball a campione del Mondo nel calcio

Quella di Bruno Conti è una storia molto particolare. Da ragazzino prometteva molto bene, ma non nel calcio. Arrivò per lui un'offerta dall'America.
"Signor Conti, suo figlio è davvero bravo. Vorremmo portarlo con noi in America". "Mio figlio è piccolo e da Nettuno non si muove". Comincia così, con un’offerta a stelle e strisce rifiutata da papà Andrea, la storia sportiva di Bruno Conti, il numero 7 più amato nella Roma giallorossa. Nulla di strano, se non fosse che l’invito proviene da un dirigente del Santa Monica, squadra americana di... baseball. Già, il baseball: uno degli sport meno praticati in Italia - scrive la pagina di facebook Romanzo Calcistico - e uno dei meno noti. Eccetto a Nettuno, la città in provincia di Roma che, per l’influenza dei soldati americani di stanza durante la Seconda guerra mondiale, ne è diventata la capitale: l’unica roccaforte italiana per gli appassionati di mazza e guantone.
Bruno, nato e cresciuto sulle coste del Tirreno, non solo conosce questa disciplina, diventata parte integrante del tessuto sociale cittadino, ma la esercita da sempre. A quattordici anni fa persino in tempo a esordire come lanciatore in Serie A, prima di optare definitivamente per l’altra sua passione, il calcio... Il resto è storia: del secondo scudetto giallorosso, del terzo titolo mondiale azzurro… di MaraZico! (la trovate in “Settimo cielo - Il romanzo del numero 7").








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