Lassissi alla Bobo Tv: gli scontri con Cassano e Gattuso, il retroscena Juve e le 3-4 donne al giorno
A 19 anni la Juventus annunciò il suo ingaggio a parametro zero, ma il transfer viene però negato, con Luciano Moggi che spiegò l'accaduto.

La Bobo Tv ha raccontato la storia di Saliou Lassissi attraverso i racconti dei compagni di squadra, Lele Adani e Antonio Cassano. Giocò in Italia tra la fine degli anni '90 e i primi del 2000 tra Parma, Sampdoria, Fiorentina e Roma. Classe 1978, nato ad Abidjan, la capitale della Costa d'Avorio, cresce a Marcory, quartiere povero della metropoli.
Nel 1993, a 15 anni, viene prelevato dal Rennes, con il quale svolge tutta la trafila delle giovanili, prendendo poi anche la cittadinanza francese. Difensore centrale forte fisicamente, seppur falloso e irascibile, veniva impiegato anche come centrocampista difensivo. A 19 anni la Juventus ne annuncia l'ingaggio a parametro zero, ma il transfer viene però negato, con Luciano Moggi che spiegò che il motivo fosse da ricercare nel fatto che Lassissi avesse firmato due contratti, uno con i bianconeri e uno con lo stesso Rennes.
Poi lo acquista il Parma - scrive Calciomercato.com - con il quale debutta in Serie A a soli 20 anni, prima di trasferirsi in prestito alla Samp, dove si fa notare per i rossi rimediati a causa di un battibecco con Gattuso, che gli costa tre giornate, e di un litigio con Ventola, che gli costa altre tre giornate. I blucerchiati retrocedono, Lassissi torna a Parma, dove si ferma un anno prima di passare alla Fiorentina. In viola vince una Coppa Italia e diventa il primo calciatore africano della storia del club.
Lele Adani di lui dice: "Quando tornava dalla Costa d’Avorio, era sfinito. Non riusciva neanche a completare un giro di campo durante gli allenamenti. Lui mi spiegò che riceveva una montagna di lettere e foto e ogni volta che rientrava nel suo Paese andava con 3-4 ragazze diverse ogni giorno. Poi tornava in Italia e ci metteva un mese a riprendersi”.
E poi: "Un giorno andò da Terim nello spogliatoio e gli disse: 'Tu sei l'imperatore, ma io a casa mia sono capo tribù. Da oggi voglio giocare sempre, sennò con me finisci male". La conferma di Cassano: "Alla Roma io rompevo le scatole a tutti. Una volta feci arrabbiare Lassissi che mi tirò su di peso. Da quel momento gli dissi: "Tu sarai il mio bodyguard". Aveva una forza e una tecnica eccezionali, sembrava Thuram, anche se tatticamente era un po' anarchico".
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