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Il grande flop di De Luca, punisce i campani all'estero per nascondere le inefficienze della Regione


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Il grande flop di De Luca, punisce i campani all'estero per nascondere le inefficienze della Regione

Questa volta Vincenzo De Luca ha toppato, lo sceriffo campano in un'ultima disperata mossa elettorale ha punito i campani che si sono recati all'estero.


Vincenzo De Luca torna a colpire, ma questa volta ha toppato. Preso da un ultimo impeto di campagna elettorale ha scelto nei giorni scorsi di "punire" tutti i campani che si sono recati all'estero per trascorrere qualche giorno di vacanza dopo mesi di terrorizzante lockdown. La colpa? Essersi recati in luoghi decisamente meno affollati e meno contagiati dal Coronavirus. Quei cittadini campani che hanno scelto la tranquillità delle spiagge della Grecia, oppure delle isole della Croazia o qualche altra località come ad esempio Malta, sono stati inspiegabilmente puniti da una decisione che appare totalmente illogica rispetto a quanto sta succedendo in Italia e in Campania. De Luca non potendo chiudere affollatissime discoteche, locali o stabilimenti balneari campani, (per paura di perdere voti), ha scelto di obbligare ad una immotivata quarantena quelle poche migliaia di campani di ritorno dall'estero. E' pur vero che qualche contagio d'importazione c'è stato, ma in numero minimo rispetto a quanto sta avvenendo all'interno dell'Italia. 


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De Luca con la scelta di mettere in quarantena per 14 giorni tutti i campani provenienti dall'estero ha creato il caos, ospedali presi d'assalto per il tampone e caos nei cittadini puniti da un provvedimento che sembra nascondere le inefficienze di una Regione che cerca di mostrare la sua migliore faccia in vista delle delicate elezioni dei prossimi mesi. De Luca avrebbe dovuto garantire tamponi già a Capodichino e tutelare quei cittadini rientranti dall'estero che nei prossimi giorni dovranno riprendere le attività lavorative. Se proprio non voleva far partire i campani lo avrebbe dovuto dire a luglio e non a metà agosto. Invece ognuno è stato lasciato al suo destino, le informazioni sono state poche e imprecise. C'è stata la disperata ricerca di un capro espiatorio per giustificare il rialzo nel numero dei positivi in Italia. La mossa di De Luca e anche quella del governo italiano è stata semplice: dare in pasto all'opinione pubblica quelle poche migliaia di cittadini che si sono recati all'estero in zone decisamente più sicure delle affollatissime spiagge della Puglia, Sicilia, Calabria o Campania. Le immagini che ad esempio arrivano da Palinuro e Gallipoli sono eloquenti, migliaia di persone ammassate che se ne fregano di tutto. Allora (ovviamente) è stato più facile punire poche migliaia di italiani rientrati dall'estero che invece milioni di persone che in Italia stanno bancchettando e festeggiando da giorni come se nulla fosse. La cosa più assurda è che invece i turisti stranieri in Italia sono quasi totalmente liberi di circolare ovunque e senza controlli. Loro possono anche portare il virus a spasso, mentre gli italiani che devono riprendere le attività lavorative vengono abbandonati a se stessi con la speranza di essere chiamati per fare un tampone entro 14 giorni in pieno agosto. Siamo all'assurdo, siamo in Italia, siamo in Campania. La tutela della salute viene prima di tutto, siamo tutti d'accordo (è sacrosanto), ma qui stiamo assistendo a delle pericolose pagliacciate. L'Italia e la Campania non possono chiudere l'occhio su tutto e poi punire poche migliaia di persone. L'Italia e la Campania iniziassero a fare i controlli in modo serio a partire da quello che sta succedendo nelle nostre località marittime, solo così i futuri provvedimenti avrebbero più senso e importanza.


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Alessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.
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