Immobile: "Solo Pio Esposito può fare il mio percorso. Sapete cosa vogliono i tecnici in Italia?"

Ciro Immobile, attaccante 36enne di Torre Annunziata, ha annunciato di voler chiudere la sua carriera di calciatore.
Ciro Immobile, ex attaccante di Lazio e Torino, tra le altre, che ha annunciato pochi giorni fa il suo ritiro dal calcio giocato, ha rilasciato alcune dichiarazioni a So Foot e sono davvero tanti gli argomenti di cui ha parlato l'ex bomber della nazionale italiana.
Immobile: "Solo Pio Esposito può fare il mio percorso"
Questi alcuni passaggi delle sue dichiarazioni: "Il solo che mi pare in grado di fare il mio percorso è Pio Esposito, ma pure lui cerca prima l'azione decisiva che il gol puro e duro. Il problema in Italia, quello basilare, sono le strutture. Una squadra come il Paris FC ha uno stadio moderno, con i tifosi che sono accolti bene e possono creare un ambiente speciale. Se la Lazio avesse uno stadio come quelli di Strasburgo e Lione, cambierebbe tutto. In Italia siamo in ritardo sotto questo punto di vista. Poi, la gran parte delle cose che so fare le ho imparate per strada quando ero ragazzino. So che i tempi sono cambiati, che i giovani non giocano più per strada: è una frase sentita mille volte, ma bisogna che i giocatori di oggi e quelli di domani abbiano ben in testa che lo scopo resta quello di divertirsi, ovunque tu decida di giocare".
"Dovevo vedermela con Higuain e Toni"
Inoltre Immobile ha aggiunto: "Da noi oggi non c'è nessuno che abbia i miei numeri di quando vincevo la classifica dei marcatori, nonostante dovessi vedermela con gente come Higuain e Toni, che segnava ad occhi chiusi. Quando iniziai, anche l'attaccante del Genoa segnava 12-13 gol facilmente, come pure Maccarone, Di Michele, Lucarelli che giocavano a Siena, Livorno o Palermo. Per tutti loro era una cosa normale".
"Oggi gli allenatori vogliono un regista avanzato più che un bomber"
Infine il passaggio su ciò che chiedono gli allenatori italiani: "Ma forse oggi sono gli allenatori a chiedere cose diverse, considerando l'attaccante innanzitutto come un regista avanzato più che un bomber. Prima si chiedeva gli attaccanti di finire le azioni, di mettere la palla dentro. Oggi, un allenatore è contento se l'attaccante ha fatto giocare la squadra, che segni o no".






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