Gianni Bondini è morto, Gazzetta: "Raccontò primo giorno di Maradona a Napoli"

Il giornalismo sportivo italiano piange la scomparsa del grande Gianni Bondini, per anni autorevole cronista de La Gazzetta dello Sport.
Gianni Bondini è morto, la storica firma della Gazzetta dello Sport aveva 77 anni. Roberto Beccantini sui suoi canali social lo ha ricordato con un post molto sentito: "Se n’è andato Gianni Bondini, aveva 77 anni. E’ stato giornalista che faceva notizia per le notizie, eclettico e scrupoloso. Una vita alla «Gazzetta». Per tutti noi, il «Commissario». Con quel cognome, poi, facilmente orecchiabile e giocabile («Bond») che, nel tempo, sarebbe diventato la sua sigla. Più che un agente segreto, un «agente» che i segreti li inseguiva, li stanava. Scriveva chiaro. Per questo, aveva dei lettori. Per questo ha, oggi, chi lo ricorda con una stima che l’affetto accompagna senza gonfiare".
La rosea lo ricorda così: "Per la Gazzetta fu in primissima linea a raccontare tanti pezzi di storia dello sport con un eclettismo raro: il primo giorno di Maradona a Napoli o Pietro Mennea che sfidava una Vespa per allenarsi, e poi scandali, calci scommesse vari, elezioni federali all’ultimo voto, “travestimenti” per entrare all’Olimpico per raccontare i lavori per i Mondiali, inchieste sul doping - per la quale vinse il premio Saint Vincent nel 1997 - riforme dello sport immaginate e poi abortite (una “rubata” con un’occhiata fugace sul tavolo dell’allora vicepresidente del consiglio Walter Veltroni, che conosceva sin da quando era ragazzino). Mantenendo però sempre un tratto di sensibilità, di umanità e di rispetto verso le persone".
"Che gli è stato per la verità riconosciuto da tutti o quantomeno da tanti, anche fra quelli che raccontava senza fare sconti, con quella miscela di oggettività e garbo che non mancava mai nel suo scrivere. “Una bruttissima notizia, una perdita enorme”, ci ha detto poco fa il presidente del Coni Giovanni Malagò, che non ha mai smesso di chiamarlo anche in questi anni difficili della malattia. E proprio al Coni, nella Sala Presidenti, lunedì 24, tra le 11 e le 13, si potrà dare l'ultimo saluto a Gianni. Quanto a noi, adesso le parole sono davvero finite. Abbracciando la moglie Lilli, resta solo una cosa da dire: grazie Gianni per tutte le cose che ci hai insegnato e i tanti momenti vissuti assieme". Ha concluso la rosea.








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