Feltri rischia la galera: chiesti 3 anni di reclusione per il direttore di Libero

Guai per Vittorio Feltri, l'editorialista di Libero rischia oltre tre anni di reclusione. Andiamo a scoprirne il motivo.
“Vogliono Feltri in galera”, titolava ieri mattina Libero. Questo perché il pm ha chiesto per lui 3 anni e 4 mesi di reclusione, oltre a 5mila euro di multa per via del titolo "Patata bollente" del novembre 2017. Un titolo che campeggiava sotto la testata, a introduzione di un articolo in cui si sarebbe parlato della sindaca di Roma, Virginia Raggi, che si trovava “nell’occhio del ciclone per alcune vicende comunali e personali”. Un’espressione che la prima cittadina reputò “volgare e sessista”, e che non consisteva in “nessun diritto di cronaca” né di “critica politica”. Per questo motivo decise di querelare Vittorio Feltri, direttore editoriale, e Pietro Senaldi, direttore responsabile del giornale. I due furono rimandati a giudizio, e il prossimo 5 ottobre a Catania ci sarà l’ultima udienza prima che i giudici si ritirino in camera di consiglio per poi emettere sentenza. Per Senaldi la richiesta è invece di otto mesi.
Nel suo editoriale apparso ieri su Libero, Feltri ha sostenuto che “la minaccia del carcere può produrre l’effetto di dissuadere i giornalisti dall’esercizio della loro cruciale informazione di controllo dell’operato dei pubblici poteri”. Ha anche ammesso di aver spinto molto su quel titolo, pur smarcandosi dalle accuse: “Anche se il titolo fosse offensivo – ha scritto – non sarebbe una campagna diffamatoria, che si concretizza attraverso una serie di articoli che propaghino bugie”. In ultimo, ha rivolto un appello alla ministra della Giustizia, Marta Cartabia: “Prego la ministra Cartabia, che della Corte Costituzionale è stata presidente, di intervenire per bloccare quanto sta avvenendo”.







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