Dietro ogni impresa di successo c'è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa
L'editoriale di Ivan Scudieri per AreaNapoli.it che analizza l'attuale momento degli azzurri sottolineando l'ottima gestione societaria da parte di Aurelio De Laurentiis.

Il pareggio tra Napoli e Salernitana ha di fatto “sparecchiato” la tavola imbandita dei festeggiamenti. L’appuntamento, rinviato di poche ore, che succeda con Udinese o Fiorentina poco cambia, il pareggio nel derby campano non ha macchiato minimamente una stagione da incorniciare da parte degli uomini di Luciano Spalletti. Un capolavoro imprenditoriale e gestionale di Aurelio De Laurentiis al quale vanno dati grandissimi meriti per la propria gestione oculata.
De Laurentiis ed il suo disegno imprenditoriale visionario e lungimirante
Tutto è partito dalla riduzione del monte ingaggi che faceva presagire ad un possibile ridimensionamento delle ambizioni della squadra, destinata per i più ad un piazzamento nella zona medio alta della classifica. Una tifoseria in lacrime invocava solo pochi mesi fa il rinnovo di Mertens, capocannoniere di tutti i tempi in maglia azzurra. La stessa piazza appariva impaurita e preoccupata alla cessione di uno dei difensori più forti che abbiano vestito l’azzurro, Kalidou Koulibaly. Si potrebbe estendere il rammarico di aver perso Ospina, Ghoulam, Insigne, Fabian Ruiz. Non serve nemmeno andare troppo in là nel tempo per ricordare l’accoglienza gelida riservata a Kvaratskhelia e Kim, giusto per citarne due tra quelli che maggiormente hanno contribuito alla vittoria di questa stagione sportiva. Aurelio De Laurentiis, l’avaro, il cattivo, il romano, il pappone, l’uomo che non voleva vincere, l’imprenditore in cerca di un dorato piazzamento Champions, aveva in testa una strategia ben precisa. Non è stata casuale la scelta di Mister Spalletti, un uomo schietto e onesto, che non ha mai provato a farsi benvolere dalla piazza con dichiarazioni di circostanza, ma che è riuscito ad inculcare nel gruppo l’attitudine al sacrificio e la fame che potesse consentire di limitare i cali di concentrazione che avevano fatto del Napoli recente, un’eterna incompiuta.
Vince un Napoli maturo, si può davvero aprire un ciclo. Sono lontani i tempi di Grassi e Regini
La passione dei tifosi troppo spesso in questi anni è stata offuscata nella lucidità nei giudizi, ed è comprensibile che chi sostiene la propria squadra del cuore ambisca al massimo risultato possibile. E’ pur vero che la squadra partenopea in almeno un paio di occasioni avrebbe potuto ambire a conquistare il tricolore e al presidente partenopeo è stato talvolta imputato di non aver fatto quell’investimento in più che avrebbe permesso alla squadra di fare quel salto di qualità ambito dalla piazza. Un esempio calzante potremmo ritrovarlo nel mercato invernale del 2016, quando nel mercato di Gennaio, gli acquisti di Grassi e Regini, scatenarono non poche polemiche da parte della piazza che ambiva ad acquisti più prestigiosi. Ma la storia del calcio è piena di squadre che pur pregne di grandi nomi, vedi il Psg il Manchester City, squadre colme di campioni che non sono ancora riuscite a raggiungere grandi traguardi europei. Non avremo mai la controprova che in quel 2016 con acquisti diversi si sarebbe potuto vincere e comunque la maturità con la quale la società ha perseguito la sua strategia sportivo-imprenditoriale, restituisce non solo un Napoli vincente, ma una squadra cresciuta e rispettata dai grandi club d’Europa. Il Napoli campione d’Italia 2023 può davvero aprire un ciclo, al di là degli interpreti che ne faranno parte.
L’aforisma
"Dietro ogni impresa di successo c’è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa" (Peter Ferdinand Drucker).
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