Decreto Crescita, cosa succederà alle squadre italiane? Risponde l'analista finanziario

L'abolizione del Decreto Crescita ha fatto molto discutere, in molti si chiedono cosa potrebbe accadere adesso alle squadre di massima serie.
In tanti si chiedono cosa succederà alle squadre italiane di Serie A con l'abolizione del governo Meloni della misura fiscale, chiamata Decreto Crescita. Attraverso le frequenze di Radio Napoli Centrale, ha risposto l'analista finanziario Alessandro F. Giudice: "Sono assolutamente legittime le posizioni di chi è a favore dell’abolizione del decreto crescita, è legittimo sottolineare che questa misura era nata per altri settori e non per i calciatori, ma bisogna anche ragionare su un altro tema: cancellare dalla mattina alla sera un beneficio fiscale su cui diverse società hanno fatto una certa programmazione è lecito venga ritenuto un errore".
Pregressi salvaguardati? "Ni. Chi è arrivato dopo il 30 giugno non ne beneficia. In questo Paese si dimentica che le imprese hanno una programmazione, evidentemente. Ho anche sentito dire “basta giocatori privilegiati”, ma non si capisce che i giocatori di calcio sono gli ultimi ad essere interessati da questo trattamento fiscale. Ormai il dato è tratto. La conseguenza è sicuramente un calo di competitività della Serie A, non so di che tipo e in che misura, ma si mettono ulteriori paletti ai club che già fanno fatica a competere con i club internazionali". Ha risposto Giudice.






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