Chirico: "La slealtà Juventus non c'è, ma doveva essere punita"

Marcello Chirico, giornalista di dichiarata fede juventina, ha provato a difendere il club bianconero nel suo editoriale.
Il giornalista di fede juventina, Marcello Chirico, ha pubblicato un editoriale su ilbianconero.com: "Ci risiamo. E di mezzo c’è sempre lei, la giustizia sportiva, con la sua discutibile applicazione delle regole. Che tanto per cambiare riguardano ancora la Juventus. Nel caso specifico, il suo ex presidente Andrea Agnelli, il quale si è visto di recente diminuire inibizione (da 16 a 10 mesi) e multa (da 60 a 40 mila euro) da parte della Corte d’Appello Federale per il procedimento a suo carico riguardante la contestatissima manovra stipendi, partnership e rapporti con gli agenti dei giocatori".
"La CAF ha pubblicato le motivazioni di questa decisione e c’è materia su cui discutere. Perché non si può ribadire che Agnelli ha violato i princìpi di lealtà sportiva e poi scrivere che questo si è verificato per far fronte ad una “situazione di crisi sistemica. In sintesi: se non c’era intenzione di dolo, e i patti presi privatamente con giocatori e tecnico regolarmente rispettati, cosa c’entra la slealtà sportiva? Dov’è che Agnelli è stato sleale se non ha lucrato su nulla, ma semplicemente cercato di aggiustare il bilancio juventino in un momento di crisi generale dell’intero sistema calcio causa epidemia di Covid. Soprattutto se pure la Corte giudicante ha convenuto che la Juve ha adottato questa manovra perché costretta. Lo hanno scritto di loro pugno i giudici".






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