Ciciretti sull'ingaggio al Napoli: "Troppi soldi a 23 anni, ho sbagliato. Ecco quanto prendevo"

L'ex attaccante azzurro ripercorre la sua esperienza all'ombra del Vesuvio con profonda autocritica: "A 22 anni i soldi non sono la cosa importante, conta il percorso".
Riflessioni a cuore aperto e una buona dose di autocritica: Amato Ciciretti, ex attaccante del Napoli, è tornato a parlare del suo passato in azzurro durante un'intervista concessa a Emiliopizzinenti sul suo canale Instagram. Un'occasione per ripercorrere le tappe di una carriera che lo ha visto compiere un salto importante in giovanissima età, ma anche per analizzare gli errori commessi nella gestione di quelle dinamiche.
Ciciretti-Napoli, i retroscena dell'ingaggio e l'impatto con la realtà azzurra
Ciciretti ha rievocato il momento della firma con il club partenopeo, ricordando lo sconcerto di fronte a cifre inaspettate per un ragazzo poco più che ventenne arrivato dalla provincia: "Guadagnavo 700 mila euro quando ero al Napoli, non ci credevo. Io venivo da Benevento ed avevo 20 anni. L'anno dopo ho fatto bene con loro, e l'anno in Serie A prendevo 250 mila euro sempre a Benevento".
Il passaggio definitivo al Napoli a metà stagione rappresentò un cambio di dimensione economico e professionale repentino: "A metà anno ho firmato con il Napoli. Era una cifra alla quale non credevo nemmeno...".
Il consiglio di Ciciretti ai giovani: "Importante è il percorso, non l'offerta economica"
A distanza di anni, l'esterno d'attacco valuta con maturità quella scelta, trasformando la sua esperienza personale in un insegnamento per le nuove generazioni di calciatori: "Avere i soldi a 22-23 anni non è importante, importanti sono altre cose che devi fare. Al momento della firma non bisogna pensare ai soldi ma alla squadra, ed è sbagliato pensare solo alle offerte economiche: un ragazzo deve fare un percorso per poi arrivare in un top club. Non ha senso fare un salto del genere".
Un mea culpa sincero che mostra la consapevolezza di come, nel calcio moderno, la crescita tecnica e la scelta del progetto sportivo debbano sempre precedere l'aspetto meramente economico.






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