Chirico: "Agnelli festeggia, Elkann no: la Juventus è ancora dentro la Superlega"

La sentenza della Corte di Giustizia Europea potrebbe cambiare il mondo del calcio. La posizione della Juventus secondo Marcello Chirico.
Marcello Chirico, giornalista di dichiarata fede juventina, ha commentato la sentenza della Corte di Giustizia Europea in merito alla Superlega. Ecco quanto scrive su ilbianconero.com: "A Nyon non mollano di un millimetro. Nemmeno una sentenza del più importante organo giurisdizionale del Continente è stata in grado di fargli ammettere la sconfitta, soprattutto di fargli perdere arroganza e superbia. Neanche dopo essersi ricevuto uno di quei ceffoni capaci di lasciargli sulla faccia il segno dell’intera mano".
"La Corte Europea - si continua a leggere - gli ha detto che non possono continuare a gestire il calcio in maniera monopolistica, praticamente da padri/padroni totalizzanti , e Ceferin ha fatto spallucce si è permesso di ironizzare con la spocchia del tirannuccio “spero che la Superlega inizi il prima possibile, una competizione con due squadre”. Ovvero Real Madrid e Barcellona, gli unici 2 club fondatori capaci di non abiurare il nuovo torneo e tenere duro fino al giorno del verdetto. Quello che la nuova Juventus di Elkann ha preferito non fare, onde evitare di rischiare una squalifica pluriennale dalle competizioni europee, pur essendo anch’essa una co-fondatrice del progetto (con tutte le conseguenze disciplinari che questa decisione ha prodotto). Risale infatti allo scorso luglio la decisione della dirigenza di avviare la procedura di uscita dalla Superlega. Seppur specificando che, per poter formalizzare il recesso ufficiale dal torneo, serviva il consenso di Real, Barca e degli altri club coinvolti nel progetto. Consenso che, ad oggi, non risulta essere arrivato. Quindi, di fatto, la Juventus è ancora dentro. Ad esultare sui propri profili social per la sentenza UE è stato Andrea Agnelli, e non John. La società bianconera si è limitata ad un diplomatico no-comment, onde evitare nuove collisioni pericolose con chi non si è affatto dato per vinto e assicura di tirare dritto per la propria strada, pronto alla controffensiva".






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