Chiariello: "Oggi mi va di raccontarvi una storia: la sindrome di Stellone"

Umberto Chiariello nel suo editoriale odierno ha messo in evidenza la "sindrome di Stellone", soffermandosi sui giudizi sommari a stagione in corso.
Umberto Chiariello, giornalista da sempre vicino al Napoli, attraverso Radio Napoli Centrale, si è soffermato su un argomento in particolare: "Oggi mi va di raccontarvi una storia: la sindrome di Stellone. Quando a Napoli venne ad allenare Novellino ed il Napoli doveva provare a risalire in Serie A, non fece una straordinaria campagna acquisti, ma Alessandro Moggi propose al Napoli Roberto Stellone che stava a Lecce. Nel girone d’andata, il Napoli di Novellino fu tutto sulle spalle di due giocatori: Matuzalém a centrocampo che si rivelò un gran regista e Schwoch".
Inoltre aggiunge: "Stellone era abulico, non toccava palla, sbagliava tiri elementari ed il girone d’andata fu un disastro, fu quindi preso di mira. Aveva un problema, però, perché si infortunava sempre. Perché parlo della sindrome di Stellone? Quando giocava malissimo e noi lo criticavamo, davamo giudizi definitivi su un giocatore che stava facendo male, giudizi generali".
"Nessuno ha usato il condizionale, né ha usato toni corretti e corregibili. È da lì che ho tratto una grande lezione, perciò mi batto con gli sfascisti". Ha concluso Umberto Chiariello.








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