Cassano, il retroscena su Capello: "Ero avvelenato. Gli ho lanciato di tutto"

Nella trasmissione L'avversario su Rai 3, l'ex calciatore Antonio Cassano ha raccontato un episodio ai tempi del Real Madrid.
Ospite della trasmissione L'avversario, condotta da Marco Tardelli su Rai 3, Antonio Cassano ha rivelato un passaggio importante della sua carriera in terra spagnola: "Mi chiamò Ernesto Bronzetti all'improvviso e mi disse 'Guarda c'è il Real Madrid. Avevo 23 anni, mi voleva la squadra più grande della storia e con tutti i fenomeni e nella mia mente pensavo come faccio a dire di no al Real Madrid? Conferenza stampa al Bernabeu. Dentro c'erano più di 500 giornalisti. Si raccomandarono che indossassi un bel abito".
Poi l'ex calciatore barese ha aggiunto: "Nella mia follia ho pensato questi mi hanno preso ma io son così come sono, non è che devo cambiare per qualcuno o qualcosa. Mi sono presentato con il pellicciotto, quattro anelli, collane, bracciali...Ho fatto qualcosa di male?".
Cassano ha continuato con un retroscena sull'ex allenatore: "Ritrovo Fabio Capello l'anno dopo e lui mi chiede di comportarmi bene. Dovevamo giocare Jerez e inizi a farmi riscaldare 5 minuti con Ronaldo il Fenomeno. Passano 45 minuti di riscaldamento. Io ero talmente avvelenato, mi usciva il fumo da dentro alle orecchie. Entrò nello spogliatoio, gliene ho dette di tutti i colori, lanciavo di tutto e di più nei suoi confronti. Da quel giorno mi ha detto 'tu non giochi più' e lo ha mantenuto. Non faceva prigionieri".








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