Capuano: "Mi sono ripreso ciò che mi era stato scippato"

Eziolino Capuano nell'intervista che ha rilasciato sulle pagine del Corriere dello Sport ha raccontato l'idillio che sta vivendo alla guida del Taranto.
Eziolino Capuano, vulcanico e poliedrico allenatore del Taranto, nell'intervista rilasciata al Corriere dello Sport, ha parlato dell'idillio che sta vivendo nel suo ritorno in Puglia: "Siamo davanti a Catania e Benevento, un punto dietro l’Avellino: ci sono società che sono andate fuori budget. Taranto? L'ho rivoluta. Arrivai con Pieroni, venivo da campionati vinti ad Altamura, con la Cavese, con il miracolo Puteolana. Mi mandarono via quando ero ad un punto dall’Ascoli, ero un ragazzino di 31 o 32 o 33 anni".
Inoltre ha aggiunto: "Non riuscivano a esonerarmi, poi lo fecero di giovedì, con i tifosi che mi portarono in trionfo. Quando mi ha chiamato Giove, mi sentivo dire: ma dove vai? Ma io dovevo riconquistare qualcosa che mi era stato scippato. Allo stadio erano in trecento, con me alla prima partita con il Foggia, subito in tredicimila".
"Vincere il torneo? Vince chi ne prende di meno. La Juve Stabia sta stracciando il campionato e ne ha subiti solo 6. Noi siamo attenti nella fase difendente, non solo in quella difensiva: conosciamo la sofferenza. Imbarcate non ne prendiamo e anche farcene due è difficile". Ha concluso Capuano.






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