Beccantini: "Il Napoli prese Savoldi, apriti cielo: ne parlò anche Enzo Biagi"
Roberto Beccantini, grande giornalista sportivo, ha omaggiato Beppe Savoldi, ex calciatore scomparso oggi, con un post imperdibile.

"Un raccattapalle e due miliardi". Questo il titolo di un post di Roberto Beccantini, decano dei giornalisti sportivi italiani e tra le migliori firme dello sport in assoluto, che ha così ricordato Beppe Savoldi, ex bomber, anche del Napoli, scomparso oggi.
Beccantini: "Savoldi diventata un gigante con il cross giusto"
Queste le parole di Beccantini: "Proprio il giorno della Nazionale a Bergamo, ci ha lasciato un bergamasco grande (di Gorlago). Beppe Savoldi. Aveva 79 anni. Centravanti vero, in un’epoca che con i falsi nuevi non ci andava ancora a letto. Atalanta, Bologna, Napoli, ancora Bologna, ancora Atalanta. Soprattutto Bologna e Napoli. Dai 168 gol in 405 presenze (in serie A) non ricavò che 3 Coppe Italia (due con il Bologna, l’ultima con il Napoli) e un titolo di capo-cannoniere (nel 1972-’73, sotto le Due Torri). Non era un gigante (1,75), ma lo sapeva diventare se appena gli crossavi la palla giusta. Per Eraldo Pecci, e non solo, uno dei più grandi colpitori di testa del nostro calcio. Una molla, da fermo".
Per Savoldi pochi gettoni in nazionale
"In Nazionale raccolse la miseria di 4 gettoni, chiuso com'era - si lamentava - dai blocchi dei club nordisti, dai Bettega e dai Graziani. Fino a quando non irruppe il più affilato cacciatore di attimi che si ricordi, Paolorossi. A Bologna approdò nel ‘68, in piena transizione post-scudetto. Sostituì Lucio Muiesan detto "faccia d’angelo": cominciò Giuseppe, finì Beppe-gol. E Ad Ascoli fu addirittura un raccattapalle a cancellargliene uno".
Il passaggio di Savoldi a Napoli fu un caso: ne scrisse anche Enzo Biagi
Poi sul passaggio al Napoli che fece molto discutere perché erano anni durissimi per la città partenopea: "Improvvisamente, "Mister due miliardi": successe nell’estate del ’75, da Bologna a Napoli. 1.400 milioni di lire sull’unghia, più tutto Clerici e metà Rampanti in rossoblu. Apriti cielo. Enzo Biagi scrisse: "A Napoli sono in crisi non perché hanno comprato Savoldi, ma perché non hanno saputo vendere i Gava". Al debutto con il Como, gli capitarono tre rigori. Realizzò il terzo, il popolo cantò: "San Gennaro dacci tre rigori che il primo Savoldi lo tira fuori, il secondo se lo fa parare e il terzo lo va a segnare". Stava nascendo "’o maragià".
"Savoldi non è stato uno dei tanti. E' stato"
"Era il classico «utilizzatore finale». Uno di quegli attaccanti adorati da Boskov perché con una sola idea in zucca: la rete. Tornò a Bologna; invischiato e squalificato nello scandalo del Toto-nero, la città gli diede del traditore. Si rifugiò a Bergamo, in B. Da allenatore non ebbe il fiuto che lo soccorreva in area. Non è stato «uno dei tanti». E’ stato", ha concluso Beccantini.
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