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Arbore parla di Napoli e si commuove: "Feci una scoperta, sapete dove abitavo?"


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Arbore parla di Napoli e si commuove: Feci una scoperta, sapete dove abitavo?

Il grande showman Renzo Arbore ha raccontato la sua passione per la città di Napoli rivelando i posti del cuore della sua giovinezza in città.


Il noto showman Renzo Arbore, attraverso le pagine del Mattino, non ha mai nascosto la sua grande passione per la città di Napoli, rivelando alcuni retroscena sulla sua vita privata si è commosso ripercorrendo le tappe e i suoi posti del cuore: "Le famiglie antiche del sud solevano svernare a Napoli. E la mia lo era. Papà ci aveva fatto il dentista, per 2 anni".


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"A casa, a Foggia si usavano proverbi partenopei, la domenica si mangiava ragù, a Pasqua si andava a Pompei. Il mio primo giorno in Partenope fu una immersione totale nella nuova realtà. Rigorosamente a piedi, andai da San Potito e via Pessina a Toledo, Santa Lucia, Riviera di Chiaia, stazione di Mergellina e tutto il corso, per tornare a Salvator Rosa, e, di nuovo, nella mia camera ammobiliata. In un sol giorno. Mi lasciai impressionare come una pellicola fotografica: facce, scene di vita, il grande teatro naturale di questa città. Poi, scoprii il microcosmo del vicolo a San Potito, l'immagine della Madonnina di via Tommasi, che sono tornato a salutare quando ho potuto. Dopo, Ho abitato a Santa Lucia e piazza Amedeo, ma con tutto il rispetto per la Napoli signora, quella del mio cuore resta nel vicolo".


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"E a Piazza Dante, a Port'Alba, San Pietro a Majella, nella strada dei musicisti e a San Gregorio armeno, tanto diversa da oggi, città povera e ardente, vitale, genuina, fuori dal tempo, unica. Il Cristo velato era off limits, mica come oggi! Io lo scoprì seguendo un amico è scritto a medicina che aveva accesso a cappella Sansevero per studiare gli scheletri del Principe. E Santa Chiara è a due passi. Mi aveva colpito in una scena delle 'quattro giornate di Napoli', di Nanni Loy. Ancora di più mi affascinò entrando. Ricostruendola, dopo i bombardamenti, avevano salvato le poche vestigia e lei mi accolse grandiosa è spoglia, vasta ed essenziale. Nota un po' più laica: sui bordi del muro di cinta appoggiavano i dischi USA che io compravo, avido di jazz. Di fronte c'è il bellissimo bugnato a diamante del Gesù Nuovo. Poi, mi facevo inghiottire da spaccanapoli, fino alla Duchesca, tra altre bancarelle e altri dischi. Sono stato uno dei primi esploratori di Napoli. Vado fiero del mio Grand tour". Ha evidenziato Arbore.


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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