Vergara sospeso tra gioia e delusione. Le parole di Mancini sul napoletano (a telecamere spente)

Il centrocampista di proprietà del Napoli sta vivendo un periodo un po' particolare, sospeso tra la massima felicità, ma anche un pizzico di delusione.
Antonio Vergara è certamente una delle sorprese positive del Napoli negli ultimi anni. Il centrocampista, dopo l'esperienza alla Reggiana in Serie B, ha conquistato la stima e la considerazione degli addetti ai lavori ben figurando in una big come la compagine azzurra.
Italia, quando arriverà il momento di Vergara?
Antonio Vergara sta vivendo un periodo un po' particolare, sospeso tra felicità e un pizzico di delusione. Il centrocampista piace a tutti, al Napoli e a Mancini. Tuttavia nelle ultime partite sia dell'Italia che della sua squadra di club è rimasto spesso a guardare i compagni. Come con il Belgio, anche contro la Turchia. Stavolta, però, in panchina. E quasi, a un punto, il campo a un passo e il sogno di esordire. Antonio Vergara l’ha assaporato tutto il suo momento e soprattutto non ha mai perso la connessione col campo. Anzi, lunedì sera in Turchia è stato il primo tra i panchinari a correre incontro a Pio Esposito dopo il gol del poker del suo conterraneo. Roba di napoletani che si capiscono, si abbracciano forte. Uno, però, è protagonista assoluto con Mancini e l’altro aspetta il suo turno. Che anche a Istanbul non è arrivato. Ma quando arriverà?
Mancini ha elogiato Vergara, ma soprattutto a telecamere spente
Per Vergara,, come riferisce Il Mattino, è tempo di tenere saldi i nervi: contro il Belgio era finito in tribuna, in Turchia è andato accanto ai compagni in panchina. Mancini crede in lui, ne ha sottolineato le doti soprattutto caratteriali anche a telecamere spente. È certo, Mancio, che il momento di Antonio arriverà. Ma contro la Turchia c’era da rimettere a posto le cose. La nazionale non consente esperimenti, ha bisogno di certezze soprattutto dopo anni tremendi come gli ultimi passati a guardare gli altri a giocare i Mondiali. Per Vergara - che sogna la prima volta con l’azzurro dei grandi - c’è ancora tempo, insomma. Anche perché in questo nuovo ciclo che parte con Mancini verso Euro 2028 non vuole essere una cometa troppo veloce. Vorrebbe prendersi la scena e fare parte di un gruppo che fa intravedere cose interessanti e che può solamente migliorare dopo le prime due uscite.








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