Paolo Cannavaro: "Non invidio Fabio: io sono stato capitano del Napoli, lui no"

L'ex difensore e capitano del Napoli, Paolo Cannavaro, ha parlato del suo rapporto con l'ex Pallone d'Oro e fratello, Paolo.
Paolo Cannavaro ricopre il ruolo di allenatore in seconda della Nazionale dell'Uzbekistan. Dopo la sua prima esperienza da capo allenatore alla guida della Pro Vercelli, l'ex capitano del Napoli è tornato a lavorare al fianco di suo fratello, il Commissario Tecnico Fabio Cannavaro.
Le dichiarazioni di Paolo Cannavaro su fratello Fabio
Paolo Cannavaro dal centro federale dell’Uzbekistan, a Tashkent, ride. Con Fabio ha assistito all’esordio dei fratelli Esposito alla tv. Domani c’è l’impegno con la Siria, in vista della Coppa d’Asia. Le sue parole a Il Mattino: "Non c'è invidia tra fratelli. Da parte mia, solo tanta gioia ogni volta che l’ho visto trionfare in qualcosa, come il Mondiale o il Pallone d’Oro. E poi io ho una cosa che lui ha sempre sognato: sono stato il capitano del Napoli".
"Fabio Cannavaro non mi dava consigli, quelli toccavano al mister"
Lei e Fabio insieme avete giocato. "Sì, due anni a Parma. Abbiamo anche vissuto insieme ma lui stava molto attento a non darmi consigli. Perché quelli li deve dare sempre solo l’allenatore. Noi ci abbiamo messo determinazione e impegno, ma il dna e la genetica appartengono ai nostri genitori. Papà voleva fare il calciatore professionista, poi trovò lavoro in banca ma in quella passione non ha mai smesso di credere e ha giocato tantissimo sui campi della provincia. Noi abbiamo imparato da lui: a credere in noi stessi e a non mollare".








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