Maradona, le ultime ore prima della morte: la pizza a cena, in bagno all'alba e poi il silenzio

L'edizione on line del quotidiano Repubblica riferisce altri particolari sulla morte dell'ex fuoriclasse di Napoli e Argentina, Diego Armando Maradona.
Il giorno prima di morire, Diego Maradona ordinò e ottenne una pizza. Lo ha dichiarato ai giudici l'infermiera Gisela Madrid, che ha aggiunto: "Maradona non beveva più niente di alcolico". Nuovi particolari, alcuni clamorosi, permettono di ricostruire con maggiore precisione il mistero delle ultime ore del campione e della sua morte, dopo che anche la psichiatra Agustina Cosachov è stata indagata per omicidio colposo insieme al medico personale di Diego, il dottor Leopoldo Luque.
L'infermiera, come riporta Repubblica, ha tenuto un diario della mattina in cui Maradona è morto, e ora il testo è nelle mani degli inquirenti. Verso le 6.30 di mercoledì 25 novembre, l'infermiera scrive di avere sentito Diego andare in bagno (è l'ultimo suo segno di vita), quel bagno chimico di fortuna nella casa-prigione di cui si sono viste per la prima volta le fotografie: quattro ambienti assai modesti al piano terra e una scala che Diego, infermo e solo, non poteva in alcun modo salire per raggiungere la zona notte al primo piano. Dormiva in una camera di fortuna, come un recluso.
Tra le 6.30 e le 11 c'è un lungo e inquietante intervallo di tempo nel quale il campione poteva essere già morto. Lo chiamano verso le 11 e non risponde. "Non si disturba il leone che dorme", dice la cameriera e cuoca Monona che vive in casa insieme all'infermiera Gisela Madrid, al nipote del campione, Johnny Esposito, e all'assistente di Maradona, Maxi Pomargo. A questo punto, il gruppo decide di entrare nella stanza di Diego che è riverso nel letto e non risponde, forse non respira già più. Gli toccano il braccio ed è freddo, ma l'infermiera Gisela scriverà nel suo rapporto che il polso di Maradona è ancora presente anche se molto debole. In casa arriva la psichiatra Agustina Cosachov, che l'infermiera descrive così: "E' pietrificata e non sa cosa fare. Sono io a tentare di rianimare il paziente". Gisela pratica il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, invano. La confusione è generale, il caos anche emotivo indescrivibile: "Vanno tutti di qua e di là". Allora Maxi Pomargo telefona al dottor Leopoldo Luque, che alle 12.16 chiama l'ambulanza con voce molto calma, come se tutto fosse inutile. A questo punto, l'infermiera e l'assistente corrono da un vicino di casa che è medico e si chiama Collin Rigoyen Cambell: anche lui tenta di rianimare Maradona, che quasi certamente è già deceduto. Alle 12,23 arriva l'ambulanza: troppo tardi. Alle 13.16 Diego Armando Maradona viene dichiarato morto.
Questa la dinamica delle ultime ore del campione. In quanto alle responsabilità, la parola passa ai magistrati di San Isidro che ieri hanno perquisito studio e abitazione della dottoressa Cosachov, sospettata di avere prescritto a Maradona farmaci non idonei né compatibili con le patologie cardiache di cui soffriva. "Il paziente era in tachicardia", ha dichiarato l'infermiera Madrid, "ma io non avevo il permesso di entrare nella sua stanza perché mi aveva licenziata il primo giorno, dopo che gli avevo misurato la pressione per la prima e unica volta. Tuttavia sono rimasta in quella casa, mi pagavano per farlo, e le medicine le passavo all'assistente di Maradona perché gliele portasse. Nessuno di questi farmaci era per il cuore".
Sono strazianti le condizioni fisiche e psicologiche in cui versava El Diez nelle ultime settimane di vita. "Non aveva il controllo di nulla e non gestiva più direttamente il suo denaro" ha dichiarato Mario Baudry, socio, attuale fidanzato e avvocato di Veronica Ojeda, ultima compagna di Maradona e madre del piccolo Dieguito Fernando. Proprio a lui, Maradona aveva affidato l'ultimo commovente messaggio vocale in cui gli raccomanda di prendersi cura della donna e del bambino: "Sarà lui, il mio angelo, a togliermi l'ultimo capello bianco". Mario Baudry ha spiegato che "Maradona era confuso: mi aveva addirittura detto che voleva comprare un aereo, e io gli ho spiegato che avrebbe pagato 300 mila dollari all'anno solo per l'hangar. A quel punto, era più comodo noleggiarne uno quando ne avesse avuto bisogno". Questo pover'uomo voleva compare un aeroplano, ma non disponeva direttamente neppure più di un centesimo dei circa 150 milioni di dollari del suo patrimonio, per il quale ora si scanneranno gli eredi. E se alla lettura del testamento ci fosse l'ultima, clamorosa sorpresa? Se il campione avesse davvero lasciato tutto in beneficenza, come più volte minacciato?
Ormai Diego Maradona era una persona totalmente fuori di sé, fragilissimo nel corpo e nella psiche. Un cardiopatico grave, ma anche un paziente psichiatrico che probabilmente avrebbe avuto bisogno di un ricovero coatto e dell'ennesima terapia disintossicante. Invece ha aspettato la morte in una specie di carcere domestico, le cui prime immagini sono davvero impressionanti. Si vedono, tra l'altro, un materasso senza neppure lenzuola e coperte con un televisore appoggiato sopra, e il piccolo bagno con il water chimico. Piccola è anche la cucina, e l'arredamento sembra quello di un vecchio residence: ci sono fiori di plastica, una stufetta elettrica, un microonde e nessun apparato medico, nemmeno le semplici maniglie per appoggiarsi. Non c'è la bombola dell'ossigeno e neppure il defibrillatore, in compenso non manca l'apparecchiatura per il karaoke.
Oggi, intanto, a una settimana esatta dal decesso si conosceranno i risultati dei primi rilievi autoptici sugli organi e i tessuti di Maradona: il suo cuore era grande il doppio del normale e pesava circa 500 grammi, segno della miocardite dilatativa che ha portato all'edema polmonare e all'infarto. La prossima settimana si avranno invece i risultati dei test tossicologici che chiariranno se Diego fosse ancora un alcolista e un tossico, come purtroppo si ha più di una ragione di sospettare. Infine, i test diranno se i farmaci che venivano somministrati a Maradona fossero i più opportuni. Anche su questo aspetto, i giudici hanno molti dubbi".







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