IL MATTINO - Higuain sorride, ok per Verona: basta un cerotto
Quando si mette in testa una cosa, c'è poco da fare. In testa, per la precisione sul mento, lunedì pomeriggio gli hanno messo dieci punti, ma Higuain ha avuto subito una certezza.

Quando si mette in testa una cosa, c'è poco da fare. In testa, per la precisione sul mento, lunedì pomeriggio gli hanno messo dieci punti, ma Gonzalo Higuain ha avuto subito una certezza più grande e più bella del rischio e del dolore: giocare sabato contro il Chievo. Il bomber argentino ci sarà, senza alcun dubbio. Ieri mattina è tornato al campo di Castelvolturno e ha svolto tutto l'allenamento con il resto della squadra agli ordini di Benitez: l'unica precauzione, un robusto cerotto. Ma solo per evitare rischiosi contatti col terreno che potessero infettare la ferita. L'incidente alla testa è un fastidioso e inatteso contrattempo. Quello di Pipita non è un recupero miracoloso: anzi, fin dal primo istante l'incidente non sembrava essere cosa grave. Lo sapevano tutti: compreso lui e chi lo conosce bene. "Giocherò, tranquilli", disse agli uomini della capitaneria di Capri che lo avevano soccorso dopo l'incidente sotto i Faraglioni. La voglia di esserci al Bentegodi è emersa anche negli spogliatoi di Castelvolturno, dove lo staff medico guidato dal dottor De Nicola ieri ha nuovamente controllato la sutura effettuata dai chirurghi del Capilupi. La ferita si sta rimarginando velocemente, ma difficilmente i punti di sutura gli verranno tolti prima del match: il giocatore potrebbe andare in campo con i punti e un cerotto per coprire il taglio. All'ingresso del quartier generale del Napoli, i pochi tifosi che hanno sfidato il caldo del mattino sul litorale domizio, hanno intravisto il Pipita sorridente. Le radiografie hanno escluso ogni complicazione e l'operazione-recupero era iniziata fin dal martedì con alcuni esercizi a in palestra. Insomma, che sollievo. Un cerotto. E niente altro. Oggi il Napoli si allenerà ancora una volta di mattina: con Benitez funziona così e i giocatori hanno fatto l'abitudine. Fino ad ora solo una volta, 9 giorni fa, c'è stata doppia seduta: poi sempre un solo allenamento. E questa settimana che porta alla gara col Chievo, la squadra ha lavorato e continuerà a farlo sempre e solo di mattina. Pochi i dubbi per Rafa: rientrano dalla squalifica Armero e Inler ma difficilmente prenderanno il posto di Zuniga e Dzemaili. L'unico ballottaggio coinvolge Pandev e Insigne che in questo momento partono con le stesse percentuali di essere titolari al Bentegodi. Per il resto, tutto confermato. L'ex Liverpool, in vista dei super-impegni tra Champions e campionato ha spiegato alla squadra di volere un "20% di lavoro a secco", quindi di parte atletica. Niente di massacrante, giusto un riscaldamento una manciata di minuti prima di attaccare con schemi, esercitazioni sul pressing, 3 contro 3, 4 contro 4, prove di contropiede con l'uomo in più. Tattica e lavoro aerobico, insomma, ma a ritmo altissimo. Rafa vuole la finalizzazione, non certo il possesso palla "alla spagnola".
Fonte: Il Mattino
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