Flop Argentina, Messi "massacrato": l'analisi di Sconcerti

Mario Sconcerti, firma prestigiosa del Corriere della Sera, ha analizzato la clamorosa sconfitta subita dall'Argentina ad opera dell'Arabia Saudita.
L'Argentina ha rimediato una clamorosa sconfitta al Mondiale dall'Arabia Saudita. Nel mirino di critica e tifosi, come sempre accade quando le cose non vanno bene, è finito Lionel Messi, incapace secondo i più di trascinare i suoi compagni di squadra. Ecco l'analisi di Mario Sconcerti sul Corriere della Sera: "L’Argentina ha giocato una pessima partita. Si aspettava qualcosa di difficile, ma nella maniera classica, superabile giocando come sa. Si è trovata invece un avversario opposto, chiuso ma con una difesa molto alta e sempre disponibile a ripartire".
"Questo ha fermato anche le poche cose veloci che è riuscita a mettere insieme. Il fuorigioco automatico ormai lascia poco spazio alle opinioni. È un vantaggio netto per chi vuole difendersi a centrocampo. Sono schemi oggi quasi inconsueti, ma se ne fai un vero e proprio modo di giocare, prendono in contropiede l’avversario più forte, costretto a navigare in mezzo a un disordine auto-generato. Il tecnico saudita Hervé Renard non è nuovo a questo tipo d’imprese, è un ottimo tattico e un grande motivatore. Ha cominciato in Cina e proseguito in Vietnam per passare trionfalmente in Africa. È l’unico ad aver vinto due Coppe d’Africa con due Nazionali diverse. È celebre fra l’altro per essere stato votato quattro anni fa il più bello tra i ct del Mondiale. È un guerriero da occasioni, non di resistenza. Ogni volta che viene chiamato in Francia per allenare un club è esonerato. Se manca Messi l’Argentina si normalizza. Ma qualche volta Messi ci sarà, non troverà sempre un Cuore di tenebra come Renard a insegnargli calcio", ha aggiunto Sconcerti.






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