Buongiorno ha rifiutato la Juve: emerge il motivo. Il suo modello è Gandhi

Alessandro Buongiorno poteva andare alla Juventus, ma ha allontanato fortemente questa ipotesi, dicendo "no" al club bianconero.
Ancora qualche giorno ed Alessandro Buongiorno tornerà nella 'sua' Torino, città in cui è nato venticinque anni fa, il 6 giugno del 1999, e nella quale è calcisticamente cresciuto. Con una costante: i colori granata. Domenica, alle ore 15:00, sfiderà rimetterà piede nello stadio che lo ha a lungo acclamato, per giocare contro la sua ex squadra.
L'edizione odierna del 'Corriere dello Sport' ha dedicato un focus all'attuale difensore del Napoli: "Il sangue granata di Ale e della sua famiglia, alla fine, cominciò a bollire: e la storia ebbe inizio. Si allenava nel mito di Alessandro Nesta e studiava, lo ha fatto sempre e lo fa ancora oggi: il Liceo Scientifico, la laurea in Economia Aziendale e ora la Magistrale. Il suo modello storico è Gandhi: è un guerriero ma anche un giovane uomo saggio e riflessivo. Papà lo chiamava 'calma piatta', per prenderlo in giro" si legge.
C'è spazio, poi, anche per un curioso retroscena di mercato: "Nel suo curriculum granata c’è anche il rifiuto alla Juventus, in estate: 'Sono nato e cresciuto nel Torino, ho sempre giocato nel Torino e ho letto i nomi a Superga: mi sentivo di tradire in primis me stesso'. Coerenza, sincerità, principi" scrive il noto quotidiano. Di certo, per lui, quella che vivrà tra poco più di settantadue ore sarà una giornata speciale e che difficilmente potrà dimenticare.






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