A Pio Esposito tremavano le gambe sul dischetto, ma non è colpa sua!
Pio non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, verrebbe da dire dopo quanto accaduto nel finale di Bosnia-Italia. La colpa non è di certo sua.

Lo abbiamo visto tutti il primo rigore calciato da Pio Esposito nella lotteria finale del playoff qualificazione che ha nuovamente estromesso, per la terza volta consecutiva, l'Italia da un Mondiale. L'attaccante dell'Inter è sembrato - giustamente - teso e agitato.
Le gambe tremanti di Pio Esposito dal dischetto
E prima di calciare - inutile negarlo, ci sono le immagini a confermare tutto - le sue gambe hanno tremato. Quando Pio ha calciato, il pallone è decollato subito ben oltre la traversa. La colpa è sua? Assolutamente no. La colpa è di Gattuso che lo ha scelto come primo rigorista della sequenza? Probabilmente sì visto il peso enorme sulle spalle di un calciatore comunque non proprio esperto a questi livelli e per certi obiettivi. Ma la colpa è principalmente del sistema complessivo che ha finito per mettere pressioni ulteriori su calciatori anche buoni, ma sopravvalutati da media che straparlano, che li dipingono come i fenomeni del futuro che salveranno il calcio italiano.
Pio classe 2005, Alajbegovic (che piace al Napoli) 2007.
Pio Esposito è un classe 2005, Alajbegovic della Bosnia (tra i migliori in campo e ha anche segnato dagli 11 metri, piace anche al Napoli) è del 2007. Il calciatore del Salisburgo è un buon profilo, in Europa i giornali parlano bene di lui, ma sapete chi lo definisce un "fenomeno"? Solo alcuni giornali italiani. Questa è la differenza. L'Italia non solo non tutela i suoi giovani preferendo attempati campioni ultratrentenni e stranieri, ma straparla di quei pochi italiani rimasti che sono buoni giocatori, ma non campioni, figuriamoci fenomeni.
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