Ziliani: "Napoli avvilente, a tratti ridicolo. La grande delusione ha un nome e cognome"
In un lungo post su X il giornalista sportivo Paolo Ziliani si è lasciato andare ad un lungo sfogo dopo Bologna-Napoli

Paolo Ziliani è sempre senza peli sulla lingua. In un post su X, il giornalista sportivo de Il Fatto Quotidiano si è tolto qualche sassolino dalle scarpe: "Bologna-Napoli (o meglio: Italiano vs. Conte) è stato come vedere Tyson contro l'ultimo degli sparring partner: è finita 1-1 ma il Napoli (Conte) ne è uscito con le ossa rotte. Ogni volta che l'allenatore del Napoli si trova a giocare una partita "europea" - perché è all'europea che il Bologna gioca -, contro squadre che non fanno speculazione tattica ma alzano ritmo e pressione e ti martellano fino all'ultimo minuto, lui affonda. Non per niente il suo score in Champions, nonostante gli squadroni allenati, è una sorta di camposanto".
"So che dirlo non è politicamente corretto, ma io lo dico lo stesso: la grande delusione di questo sempre più insoddisfacente girone di ritorno del Napoli è Antonio Conte. E lo so che qui da noi è ormai passato il messaggio che Conte è di gran lunga il più bravo allenatore italiano e tutti lo cercano e tutti lo vogliono, Figaro qui, Figaro là; lo so che imputare a lui la colpa della tremebonda volata-scudetto che il Napoli sta conducendo gomito a gomito con l’Inter farà stracciare le vesti ai professori dell’Accademia della Crusca del pallone; ma in Bologna-Napoli l’evidenza è stata schiacciante. In campo c’erano due squadre: una guidata da un allenatore con mentalità europea, Vincenzo Italiano del Bologna; una guidata da un allenatore con mentalità italiana (che per molti è un pregio, e non sarò certamente io a provare a convincerli del contrario), Antonio Conte del Napoli. La partita è finita 1-1 ma la partita degli allenatori è finita 5-1. Per Italiano, non per Conte" ha aggiunto Ziliani.
"Ieri a Bologna in una partita che aveva valore massimo nella corsa al titolo, a Conte è andata malissimo: ha incontrato un allenatore, Vincenzo Italiano, che fa giocare le sue squadre - piccole, medie o grandi non ha importanza - all’europea; prendendosi naturalmente i suoi rischi (vedi il gol di Anguissa che ha preso d’infilata la difesa rossoblu sul solito pallone buttato in avanti per Lukaku nell’unico schema d’attacco, o quasi, conosciuto dal Napoli) ma martellando la squadra avversaria fino ad esaurimento delle forze con una pressione asfissiante, un ritmo indiavolato e anche - va detto - con la qualità tecnica di molte sue giocate. E anche se alla fine il risultato è stato di 1-1, è stato come assistere a un match di pugilato tra Mike Tyson e l’ultimo degli sparring partner: Italiano (il Bologna) era Tyson, Conte (il Napoli) era lo sparring partner che cercava solo di schivare i montanti e i diretti del rivale senza mai provare a sferrare non dico un pugno, ma un buffetto" ha continuato il giornalista ex Mediaset.
"Per quanto impegnativo sia il tour del force che attende l’Inter tra campionato, Champions e Coppa Italia, la buona notizia - per i tifosi nerazzurri - è che se il Napoli che gli contenderà il titolo nelle prossime 7 partite è quello avvilente, a tratti ridicolo, visto ieri a Bologna (ma anche a Venezia il Venezia era sembrato il Liverpool al confronto), portare a casa il 21° scudetto sarà meno problematico di quanto potrebbe sembrare oggi. D’altronde, Conte è quello che abbandonò schifato l’Inter perché con le cessioni di Lukaku e Hakimi, con i quali non era mai riuscito a passare i gironi di Champions, riteneva la squadra destinata a sfasciarsi. E se ne andò, aprendo così il ciclo della bellissima Inter presa al volo da Simone Inzaghi. Che portò l’Inter a una finale di Champions persa per un nonnulla e che a me sembra molto, ma molto più bravo di Conte" ha concluso Ziliani.
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