Spalletti: "Mi chiamavano Morino. Sono cresciuto a latte e biscotti, che momento la zuppetta calda"
Luciano Spalletti è riuscito a ripercorrere le tappe della sua infanzia soffermandosi anche sui ricordi legati a sua Nonna Pura.

L'allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, a poche ore dal rinnovo contrattuale con i bianconeri fino al 2028, si apre ai microfoni del podcast ufficiale del club bianconero "@ Small Talk", per raccontarsi ed evidenziare i momenti belli della sua infanzia in campagna.
Spalletti e l'infanzia in campagna
Il soprannome iniziale non era Lucio: "Mi chiamavano 'Morino' perché di carnagione ero molto scuro, poi per tutti sono diventato Lucio". Sui ricordi di infanzia e l'amore per il suo papà: "Quando vado nella mia campagna e sento l'odore della tuta sporca di sudore che usava mio padre al rientro dal lavoro, percepisco una cosa bellissima", confessa con grande emozione e le lacrime di nostalgia che si intravedono nei suoi occhi.
Le emozioni e i ricordi di Nonna Pura
L'amore per la natura è qualcosa che va oltre tutto: "Il rumore delle stagioni io non lo sento, lo vedo proprio. Tutti possiamo essere padroni di un pezzo di terra, ma nessuno potrà mai esserlo della bellezza che c'è sopra". I ricordi di Nonna Pura: "Sono cresciuto a latte e biscotti. Trovare quella zuppetta calda sul tavolo quando rientravo, e andare a letto con quel calduccino nello stomaco, è un momento che mi porto dietro per tutta la vita".
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