Vergara: "Vivevo in un monolocale a Vercelli. De Bruyne super. Allegri..."

Antonio Vergara, giovane stella del Napoli, si è raccontato in una lunga intervista rilasciata all'edizione odierna de Il Mattino.
Antonio Vergara è uno dei giocatori maggiormente attesi in questa nuova stagione, contro il Genoa ha esordito con un gol e un assist per De Bruyne. Il giovane centrocampista del Napoli ha parlato in un'intervista rilasciata all'edizione odierna de Il Mattino.
Vergara si racconta
Vergara, quale è il suo ruolo? "Da cinque anni cambio continuamente. Faccio l’esterno alto, la trequarti, la trequarti a due, la mezzala, il quinto di centrocampo. Dove mi dicono di mettermi, là mi metto". Convinca Allegri a farla giocare domani titolare con il Como. "Lo spero di convincere in allenamento, ma anche come a Genoa mi sta bene. Metto la firma per subentrare in ogni gara, fare un gol e pure un assist. E in più vincere la partita".
Il sogno di diventare calciatore del Napoli
Quando era a Reggio Emilia si aspettava che un giorno sarebbe arrivato fin qui. "Volevo diventare un calciatore del Napoli, ho lottato e stretto i denti per arrivare fin qui, ma non avrei mai creduto di poter essere un uomo chiave di questa squadra. Non ho mai mollato. Di sacrifici ne ho fatti tanti: a 18 anni ero in un monolocale a Vercelli, praticamente da solo. La mia gioventù è andata via così. Ma ne è valsa la pena".
L'importanza di Giuffredi
A chi deve di più? "A Mario Giuffredi, il mio agente: perché ha creduto in me quando non c’era più nessuno che credeva in me. E poi a mio padre, il mio punto di riferimento ogni giorno".
Il momento buio
Stava mollando in questa lunga strada verso la gloria? "Tante volte. Ma quando ho rotto il crociato stavo alzando bandiera bianca. Ho chiamato i miei e ho detto che ero pronto ad andare a lavorare nella nostra concessionaria d’auto a Caivano. È stato un momento buio".
Il Como
Domani arriva il Como. "Sono impressionato dal loro mercato. È una bella realtà. Io lì? So solo che il Napoli non ha mai pensato di cedermi. Neanche per un istante. E questa è una cosa che mi ha riempito d’orgoglio. Sentire la fiducia del mio club, rinnovare per la squadra del mio cuore è un’emozione difficile da descrivere. E il nuovo contratto è la prova che davvero credono in me".
Di Lorenzo
Di Lorenzo un giorno potrebbe lasciare a lei la fascia da capitano? "Un giorno che spero sia molto lontano. Perché un capitano come lui non si trova. È unico, difficile averne uno di migliore".
Un parere su Allegri e Conte
Cosa l’ha colpita di più di Allegri? "Cerca di creare un legame personale e diretto con ognuno di noi. Scherza, ride, è ironico, fa battute. Una cosa che io apprezzo molto".
E Conte? "Era un maniaco della vittoria. Una mentalità unica. Anche se hai vinto 4-0 la sera prima, il giorno dopo lo vedi lì incazzato perché sta già pensando a come vincere la prossima partita".
Quello che lei fa in campo lo fa pure in allenamento? "In realtà, in partita mi lascio andare, mi dà più enfasi l’atmosfera del match. Durante la settimana faccio cose un po’ più normali".
La classe di De Bruyne
Scelga uno tra McTominay e De Bruyne da invitare a cena. "Tutti e due, perché devo scegliere?".
Cosa ruberebbe ai due? "Di De Bruyne ammiro la sua tranquillità costante, i tempi che sa dare al gioco, il modo che ha di controllarlo. Di Scott come occupa l’area di rigore, il suo attaccare sempre nella maniera giusta".








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