Bologna, Palladino: "Ero a Napoli, ci serve un click. La verità su me e Tedesco"

Raffaele Palladino carica il Bologna alla sua prima conferenza stampa lanciando segnali in vista della gara col Torino.
Conferenza stampa di presentazione per Raffaele Palladino, neo allenatore del Bologna. Il mister ha risposto alle domande dei giornalisti spiegando il perché della sua scelta e proiettandosi verso la prima, delicata sfida di campionato contro il Torino.
Bologna, Palladino per la svolta mentale: "Serve un click"
L'obiettivo principale del nuovo tecnico è scuotere immediatamente il gruppo, puntando prima di tutto sull'aspetto psicologico per ritrovare l'entusiasmo della piazza: "Voglio trasmettere la mia energia, il mio entusiasmo e le mie idee. Non ho la bacchetta magica in soli tre giorni, ma sono certo che ai ragazzi serva una scintilla prima di tutto mentale. Dopo la sconfitta contro il Napoli, serve un click immediato per preparare la partita fondamentale di sabato, poi avremo più tempo per lavorare".
"Sono arrivato da due giorni e mi interessa stare il più possibile con la squadra: oggi abbiamo fatto una doppia seduta proprio perché devo capire le loro sensazioni, le loro emozioni e conoscerli a fondo. Ogni minuto è fondamentale per cercare di ottenere il massimo".
Importante, per il mister, anche il legame con l'ambiente: "Dobbiamo dare qualcosa ai tifosi e alla società: serve ritrovare l'entusiasmo che Bologna ha sempre avuto, e sono sicuro che lo ritroveremo".
Palladino e gli studi da "spettatore" a Napoli al Maradona
Palladino ha poi raccontato come ha trascorso i giorni precedenti al suo ingaggio, quando da spettatore interessato studiava i colleghi sul campo, tra cui Max Allegri e Gennaro Gattuso: "Se ho avuto dei contatti con il Bologna prima di Napoli per subentrare al posto di Tedesco? La verità è che questa proprietà la conosco da due anni e abbiamo instaurato un rapporto di cordialità ogni qual volta abbiamo giocato contro o ogni volta che capitava di incontrare i direttori. È rimasto questo rapporto di sinergia e ci siamo sentiti solo in occasione di Bologna-Lazio quando sono venuto per studiare Tedesco e Gattuso, ma non ci sono stati altri contatti perché ero a casa mia, a Napoli, e si è giocato al Maradona".








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