Ventola: "In Brasile con Ronaldo, non ci controllano nemmeno i passaporti. Ronnie rispose così"
Nel podcast OCW Talk, l'ex calciatore Nicola Ventola ha raccontato un retroscena sul fenomeno brasiliano ai tempi dell'Inter.

Nicola Ventola è uno dei rimpianti più grandi del calcio italiano negli anni duemila. La carriera dell'ex giocatore barese è stata frenata da due gravi infortuni. Ospite del podcast OCW Talk, Ventola ha parlato proprio dell'arrivo in maglia nerazzurra: "Nell'estate 1998 arrivano tante offerte al Bari".
"Mi chiamò addirittura Gianluca Vialli che mi disse di andare al Chelsea perché avrei potuto fare bene. Da bambino ero tifoso della Roma e con Totti avevo fatto benissimo ai Giochi del Mediterraneo. Volevo andare a giocare lì ma poi ho pensato che all'Inter era arrivato Ronaldo. Sapevo che Moratti avrebbe incominciato a spendere più non posso, sarebbe arrivato Baggio. Ho pensato 'Questa squadra vincerà tutto'. Poi due anni dopo la Roma ha vinto lo scudetto e noi niente. Mi vendettero all'Inter per 30 miliardi più Spinesi" ha aggiunto l'ex attaccante di Inter e Torino.
Poi l'aneddoto sul più forte compagno di squadra mai avuto: "Una volta decido di andare in Brasile con Ronaldo. Atterriamo all'aeroporto, scendo dall'aereo e c'è una macchina che ci aspetta. Arriviamo a casa di Ronnie e gli dico: "Scusa, ma ora che ci penso.... ma non ci hanno controllato nemmeno i passaporti?" Lui mi risponde: "Nik, io qui sono come il Papa a Roma". "Eh va beh Ronnie però che cazz... e se succede qualcosa?".
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