Ulivieri: "Osimhen non batte pių i rigori e il motivo č molto semplice"
Renzo Ulivieri, ex allenatore che in passato ha guidato anche il Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Marte.

Renzo Ulivieri, presidente dell’Assoallenatori, è intervenuto nel corso della trasmissione Forza Napoli Sempre su Radio Marte. Queste le sue parole: “Osimhen non calcia più i penalty? Non tirare i rigori significa molto semplicemente che in quel momento non se la sente e la passa al secondo rigorista. Queste cose sono stabilite dall'allenatore d'accordo con i giocatori. Secondo me il Napoli di Garcia è in crescita, ha fatto bene in campionato. Anche in Coppa il Napoli è uscito tra gli applausi il che vuol dire che c'è riconoscimento dai tifosi che questa squadra sta crescendo. Le critiche fanno parte del nostro mestiere. Le cose non andavano, il Napoli giocava male e il responsabile è l'allenatore".
Poi ha aggiunto: "Napoli-Fiorentina? I mondi di Garcia e Italiano sono diversissimi. Sempre un 4-3-3 ma interpretato in modo diverso. Secondo me c'è diversità soprattutto per quanto riguarda la difesa. La difesa della Fiorentina va sempre a scalare in avanti, subisce la palla profonda anche in zona centrale per questo i tifosi a volte se la prendono con l'allenatore. È chiaro che una mezza non copertura sulla profondità la concedi ma se questo atteggiamento porta vantaggio in avanti...".
Infine ha concluso: "A Coverciano si insegna anche a fare i cambi? Sì, insegniamo i cambi che si possono fare entro 20'. Scelta poco praticata dai mister ma se un calciatore non entra in partita io mi chiedo perché perdere 25'. Spieghiamo poi i cambi per stanchezza, quindi ruolo per ruolo. E infine quelli per cambiare l'indirizzo della gara, centrocampista per attaccante, centrocampista per difensore, difensore per attaccante o attaccante per difensore. Quindi gli insegnamenti sono vari. Poi molto dipende dalla lettura che l'allenatore deve saper fare della gara, della sua squadra e della squadra avversaria. Io non credo che allenatori bravi possano avere lacune nella gestione dei cambi perché oggi c'è lo staff che ti aiuta a vedere quello che magari all'allenatore sfugge. Poi certo quello che può capitare è sbagliare la lettura della gara”.








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