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Tony Cercola: "Spalletti oratore perfetto, retroscena su Maradona e Minà. Vi aspetto al Trianon"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Tony Cercola: Spalletti oratore perfetto, retroscena su Maradona e Minà. Vi aspetto al Trianon

Il "percussautore" napoletano ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di AreaNapoli.it: "Maradona ha fatto tante cose in silenzio".


Tony Cercola è un musicista napoletano di fama internazionale. Vanta collaborazioni con artisti italiani e internazionali come Don Cherry, Brian Ferry, Enzo Gragnaniello, Roberto Murolo, Mia Martini, Eduardo De Crescenzo, Edoardo Bennato, Pino Daniele. La sua è una ricerca costante, una continua evoluzione. Amatissimo dalla critica, ha saputo conquistare nel tempo rispetto e consensi anche dal pubblico più severo e intransigente. Il musicista è al lavoro in vista del grande concerto del 3 febbraio al Teatro Trianon. Tony Cercola ha rilasciato alcune dichiarazioni alla redazione di AreaNapoli.it toccando diversi argomenti: dal Napoli Calcio ai suoi progetti musicali.

Cosa pensa del Napoli di Luciano Spalletti?


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"Spalletti è un oratore perfetto,  un grande direttore d'orchestra. Ecco, mi piace pensare al Napoli come a una orchestra perfetta. Luciano Spalletti è quel maestro che dà spazio a tutti i musicisti, tutti hanno un ruolo preciso. Ci sono i campioni come Kvaratskhelia, ma tutti gli altri contrinuiscono a creare un qualcosa di magico. Il Napoli è bello da vedere, esprime un gioco meraviglioso".

Lei ha conosciuto Diego Armando Maradona, del calciatore sappiamo tutto. Ma che uomo è stato?

"Ho avuto il piacere di incontrarlo in diverse occasioni. Ricordo che in una trasmissione del grande Gianni Minà, ebbi un problema tecnico coi bongos (strumento musicale a percussione costituito da due piccoli tamburi affiancati che vengono percossi con le dita o le palme delle mani), ma riuscii comunque a portare a termine la mia esibizione. Diego mi venne vicino e si complimentò con me paragonandomi a un calciatore che era stato capace di giocare con una gamba sola. Mi stimava tantissimo. Maradona era un uomo divertente, di cuore, faceva tante cose buone in silenzio, senza pubblicizzarsi. Chi lo critica dal punto di vista umano, probabilmente, non lo ha mai conosciuto bene. Ricordo poi benissimo quelle cene a Roma con Gianni Minà, un professionista che ho nel cuore. Ci si divertiva, si stava bene insieme: erano tempi stupendi".

La sua carriera iniziò negli anni ’70, insieme a musicisti come Pino Daniele, Edoardo Bennato, Tullio De Piscopo. Come è cambiata la musica napoletana nel corso del tempo?

"In quegli anni si imparava davvero. C'erano grandi maestri che ti insegnavano davvero come si suona uno strumento. Suonare era una una incessante ricerca e concentrato di ardore e curiosità. Il mio consiglio ai giovani è quello di studiare sempre, di affidarsi alle persone giuste, a chi davvero può trasmettere qualcosa, a non accontentarsi. Occorre progredire sempre. Noi abbiamo un'arma vincente che è la lingua napoletana, ma bisogna utilizzarla bene. All'epoca del Neapolitan Power c'erano musicisti molto severi, era un laboratorio vero".

Il 3 febbraio sarà al Teatro Viviani

"Presenterò il mio album Almas e sto allestendo uno spettacolo diverso dagli altri. Ci saranno dei momenti intensi, caratterizzati da aneddoti e canzoni. Non mi ritengo solo un percussionista, ma una  "percussautore", termine coniato dal grande  giornalista Sandro Petrone. I testi sono in spagnolo, napoletano, siciliano, i suoni sono mediterranei. Porto avanti un nuovo filone di melodia, una musica melodica di qualità".

Qual è il suo rapporto con la tv? 

"Ho un ottimo rapporto con la televisione. Ho cominciato proprio con Pino Daniele a 'Senza Rete' nel 1977; poi facemmo due puntate di 'No Stop' accanto a 'La Smorfia' (Massimo Troisi, Enzo Decaro e Lello Arena). All'epoca registravamo ascolti record, potevamo contare su una platea di telespettatori ampissima, erano tempi assai diversi rispetto a quelli attuali".

Quali sono i suoi progetti futuri?

"Sto preparando diverse cose, ma non dico tutto per scaramanzia, ma a breve parto per Roma: ho un progetto interessante che spero di svelarvi quanto prima. Intanto vi aspetto tutti il 3 febbraio al Trianon per uno spettacolo da non perdere".

(C) RIPRODUZIONE RISERVATA


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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