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Tomori: "La chiamata del Milan uno shock: mi ponevo sempre la stessa domanda"

Il difensore del Milan, Fikayo Tomori, ha parlato anche dei suoi inizi: "Giocai inizialmente nella squadra della mia scuola, per poi passare al Chelsea a sette anni"-


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10/11/2021 10:53 - Interviste
Tomori: La chiamata del Milan uno shock: mi ponevo sempre la stessa domanda

Fikayo Tomori, difensore del Milan, ha rilasciato alcune dichiarazioni al magazine ufficiale della UEFA Champions League: "Quando avevo circa cinque o sei anni, avevo alcuni amici della mia età nel sud-est di Londra. Mia madre un giorno riunì tutte le altre mamme e disse: 'Diamo a questi ragazzi qualcosa su cui spendere le loro energie'. Quindi andammo in un centro ricreativo locale, dove segnai tanti gol. Poi mi trasferì al Kent e qui gli allenatori dissero: 'È bravo, assicuratevi di portarlo in un club'. Giocai inizialmente nella squadra della mia scuola, per poi passare al Chelsea a sette anni". 

IL CHELSEA - "Quando sei giovane, giochi solo per divertimento e non sai mai davvero fino a che livello arriverai. Poi, man mano che invecchi, ti avvicini sempre di più alla prima squadra e cominci a prendere tutto più sul serio. Crescere al Chelsea mi ha decisamente formato. Ho giocato con tanti calciatori e sono stato allenato da tecnici bravi. E poi ho avuto l'opportunità di giocare in prima squadra, un'esperienza che mi ha portato a dove sono oggi". 


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IBRAHIMOVIC - "È troppo forte ed intelligente. Anche a quarant'anni si adatta abbastanza velocemente, ed è ancora molto acuto. Avere qualcuno come lui contro cui difendersi, qualcuno che ha giocato ai massimi livelli per quasi tutta la sua carriera, è incredibile. E averlo nella tua squadra è decisamente meglio che non avercelo perché è un vincente. Guida molto il gruppo ed alza l’asticella. Averlo intorno è sicuramente positivo". 

ESPERIENZA IN ITALIA - "Quando il Milan mi ha chiamato per me è stato uno shock: 'Un colosso europeo chiede proprio di me, è vero?'. Ed è stato decisivo per prendere questa scelta. Il mio italiano? E’ ok, sto capendo sempre di più. Quando mister Pioli parla nelle riunioni capisco quasi tutto. Ma devo ancora lavorarci". 


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