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Silver Mele: "Juventus, 48 operazioni sospette. Napoli faccia pulita del calcio italiano"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Silver Mele: Juventus, 48 operazioni sospette. Napoli faccia pulita del calcio italiano

Silver Mele, giornalista di Canale 8, è intervenuto ai nostri microfoni ed ha fatto il punto sul momento del calcio italiano alla luce dell'Inchiesta Prisma.


Silver Mele, giornalista e conduttore televisivo di Canale 8, ai microfoni di Areanapoli.it ha commentato il clima che si respira in Italia dopo i primi sviluppi dell'Inchiesta Prisma che vede la Juventus nel mirino della procura di Torino. Queste le sue parole: "In questi giorni assistiamo all’esasperazione, all’esacerbazione dei toni. Le responsabilità sono di tanti, ma siamo in un paese dove la maniera cattiva di fare informazione, che è spesso assoldata, ha consentito che si avallassero tesi negazioniste diffondendole. In alcuni casi il negazionismo dovrebbe essere equiparato ad reato. E’ incredibile sentir negare ancora Calciopoli del 2006 con i ricorsi alla Corte Europea, alle Corti di Giustizia varie e via discorrendo. Ma alle “Corti Morali” non si va mai? E’ chiaro che il calcio in Italia ha oltrepassato la giusta misura e i confini dell’etica che dovrebbe venire prima di ogni cosa".


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"Nel momento in cui il tifo, inteso come esasperazione, viene prima del rispetto di leggi e sentenze - spiega Mele - si assiste a scenari vergognosi in cui giornalisti non a lauta prebenda come me vengono presi di mira, anche minacciati, da quelli che chiamo accecati, jihadisti delle cause sbagliate in nome di colori di maglie. Qui non è una questione personale contro la Juventus: ogni tifoso dovrebbe augurarsi che la propria squadra vinca per merito e nel rispetto delle regole. Se non dovesse accadere e si è in presenza di intercettazioni chiare come quelle che stiamo leggendo o chat nitide messe a disposizione dei pm da calciatori che collaborano, i tifosi dovrebbero augurarsi che le inchieste vadano fino in fondo e non sperare che vengano ostacolate".


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"E’ impensabile che Mattia De Sciglio venga massacrato con le peggiori offese per aver collaborato con la Giustizia. C’è un livello di ignoranza vergognoso: davanti ai pm che ti chiamano in causa si è tenuti a dire la verità, in caso contrario è reato. Così come le intercettazioni sono pubbliche, non c’è nulla di male, le indagini sono concluse, quindi gli atti sono a disposizione. Purtroppo i giornalisti che sanno fare il loro lavoro sono pochi, ma ci sono ancora. Il paese va al contrario, ma restare a guardare che finisca definitivamente nelle mani di questi accecati dal tifo vuol dire rassegnarsi ad una inevitabile deriva. Solo in Italia si assiste al linciaggio pubblico di chi si schiera a tutela di regole, leggi e sentenze. Del resto sento dire “aspettiamo le sentenze”, ma se poi i primi a non rispettarle sono quelli che espongono 38 scudetti allo stadio, stiamo freschi".

"Anche il dottor Visone, pubblico ministero in servizio presso la DDA, a Canale 8 ha spiegato come stanno i fatti ed è in linea con questo pensiero. Inoltre si vuole far passare l’idea che sono tutti correi, ma non è così. C’è un abisso: quando tre anni fa mettevamo in evidenza lo studio della Consob per il quale 48 operazioni su 63 a proposito di plusvalenze fittizie erano di marca juventina, i pm mettono in evidenza la plusvalenza non come valutazione di calciatori, ma come strumento – dovesse essere accertato in sede di processo – utilizzato dalla società per alterare i bilanci, false comunicazioni ecc. ecc".

"I reati ipotizzati quali l’aggiotaggio e le manipolazioni, sono gravi. Non voler vedere è di una gravità assoluta. I colleghi che scrivono nascondendo le cose o alterando la verità - aggiunge il conduttore di Linea Calcio - sono complici e finiscono per esacerbare il clima all’interno del quale il tifoso juventino finisce per sentirsi addirittura vittima".

Infine ha concluso: "Il Napoli invece è la faccia lieta e bella e pulita del calcio italiano. E ha dato un segnale chiaro perché la vicenda D’Onofrio non poteva passare sotto traccia, c’erano gravi e palesi responsabilità della classe arbitrale. Tutto questo porta a dire che bisognerebbe azzerare quel che non funziona. Bene ha fatto Spalletti a scappare portando il suo Napoli in Turchia e lontano da questo clima avvelenato. La squadra è chiamata a rispondere sul campo a partire dal 4 gennaio sapendo di essere la squadra in pole position e speriamo che tutto fili per il verso giusto e senza alterazioni".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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