Panatta spiazza su Sinner: "Ma per carità, non è la vita che fa per me: che ansia"

"Se Jannik ha il parrucchiere? Può darsi, che ne so", ha detto l'ex numero 4 al mondo tra una battuta e l'altra sul tennista altoatesino.
Adriano Panatta, ex campione di tennis ed ex numero 4 del mondo, come di consueto è intervenuto nel corso del programma radiofonico "Un giorno da Pecora" ed è tornato a parlare di Jannik Sinner, numero 1 al mondo al momento squalificato e dunque lontano dai campi da gioco.
In particolare l'Adriano più amato d'Italia (insieme a Celentano e Pappalardo), ha commento con Geppi Cucciari un'ipotesi a dir poco clamorosa. Queste le sue parole: "Se mi piacerebbe diventare l'allenatore di Sinner? Ma per carità!", la risposta immediata e senza possibilità di replica. "Non vorrei mai allenarlo perché non è la vita che fa per me. Vedere tutti i giorni le stesse persone mi mette addosso troppa ansia. Poi a parlare sempre di tennis", ha aggiunto.
Il Panatta di oggi - 74 anni - ha ovviamente un'altra visione della vita, altre passioni che vanno oltre la racchetta: "Il coach è una vocazione quasi monacale, una professione che ti costringe a vivere insieme al giocatore che alleni e al suo team, incluso il parrucchiere. Se Sinner ha il parrucchiere? Può darsi, che ne so. Sinner e i suoi allenatori passano insieme 300 giorni all’anno mimino. Ma figurati se io tutte le mattine mi alzo e mi metto a parlare di tennis fino al tramonto... mi annoierei dopo 5 minuti. Già facevo fatica a fare la vita del tennista, figurati il coach", ha concluso Panatta.








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