Neres: "Ho tre idoli calcistici. Quando ho segnato allo Stadio Maradona..."
David Neres ha rilasciato un'intervista al canale Youtube del Napoli nel corso della quale ha raccontato anche parte della sua vita privata.

L'attaccante brasiliano del Napoli, David Neres, si è raccontato nel corso di un'intervista rilasciata al canale ufficiale del club su YouTube: "Ho avuto un'infanzia felice, mi piaceva giocare con gli amici all'aperto. Correvo molto e giocavo sempre a calcio. I vari Ronaldinho, Messi e Neymar sono diventati i miei idoli calcistici. Nel 2002 il mio Brasile è riuscito a vincere il Mondiale. Non ricordo tutto alla perfezione, ma ricordo la finale, il gol su punizione di Ronaldinho contro l'Inghilterra. Ricordo anche il 2005 quando il San Paolo vinse il Mondiale per Club. Anche quello è stato un grande momento per me. Come nel 2002, non ricordo tutto, ma ricordo che la mia squadra del cuore era diventata campione".
Sulla prima rete allo Stadio Maradona: "La prima volta che ho fatto gol con il Napoli non sono riuscito a sentire nemmeno il mio nome perché ero molto emozionato per il gol, ma quando ho capito che dagli spalti lo stavano gridando è stata una sensazione davvero bella. Allo stadio c'erano mia moglie e mia figlia. Per me essere un calciatore significa cercare sempre di migliorare rispetto al giorno prima e dare sempre il 100%. Non ho un sogno in particolare, ma cerco sempre di migliorarmi rispetto al giorno prima. Cercherò sempre di dare il 100% in campo. Ma anche fuori. Spero che riusciremo a raggiungere molti traguardi importanti sia quest'anno che nelle prossime stagioni".
Poi ha aggiunto: "Mi piace guardare qualche serie Tv: Prison Break, Game of Thrones e Breaking Bad sono le mie preferite. Come altri sport mi piace il basket e il football americano. Li seguo ma non sono bravo. Vorrei provare. Non ho una squadra preferita, ma mi piacciono alcuni giocatori come Kyrie Irving, LeBron James. I migliori, quindi. In passato ho provato col tennis. Se lo facessi, penso sarei un buon giocatore. Sono timido. Soprattutto quando parlo, non mi piace parlare molto. Mi sento molto più a mio agio in campo. Lingua? Sto imparando, ma è ancora un po' difficile, so dire 'come stai?' e alcuni giorni della settimana". Ha concluso il brasiliano del Napoli.

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