Morata: "In campo possono sputarmi, fuori no. A volte non avevo voglia di alzarmi"

L'attaccante della Juventus e della nazionale spagnola, Alvaro Morata, ha parlato a cuore aperto nel corso di una intervista rilasciata a El Pais.
Alvaro Morata, attaccante della Juventus, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso della sua intervista a El Pais: "Sono stato via quasi un mese per infortunio e nella fretta di rientrare non stavo bene fisicamente. Ho dovuto lavorare molto per la squadra e non ero lucido per fare goal. Le ultime partite le ho giocate a sinistra, quasi coprendo la fascia. L’importante è giocare e fare quello che chiede l’allenatore. Ovviamente mi piacerebbe giocare meglio e segnare più gol. Prima dell’infortunio stavo bene".
Morata non è benvoluto in nazionale: "Quando la mia famiglia o i miei amici cercano di farti stare bene ti dicono “non ti hanno fischiato, non gli è piaciuto il cambiamento…”, io gli dico sempre: “Immagina un mio cugino che lavora al benzinaio e iniziano a fischiarlo e insultarlo perché è finita un po’ di benzina”. Nessuno è perfetto, non siamo macchine, so cosa mi viene richiesto qui. Ma le critiche e i fischi non mi fanno arrabbiare, anche se mi dà fastidio. Ma l’odio no. Ho visto bambini con genitori e questi con facce arrabbiate ed è quello che impara il bambino. Comunque, penso che qualcosa stia cambiando, che le persone si stiano rendendo conto che ci sono dei limiti. Dentro il campo possono insultarmi o sputare, ma fuori quando vado a passeggio io, o mia moglie, con i miei figli, no, è diverso".
Morata ha poi aggiunto: "Ci sono stati momenti in cui mi svegliavo nella stanza e non avevo voglia nemmeno di alzarmi. Non avevo energie. Fino a quando scendevo a fare colazione e vedevo i miei colleghi o parlavo con mia moglie al telefono e mi tornava la voglia di tutto. Non ho più 20 anni, non posso preoccuparmi di queste cose, ho dei figli, una moglie e devo insegnargli che bisogna andare avanti anche se non si ha voglia".








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