Mondiale, Sconcerti boccia la grande novità: "Insostenibili i maxi recuperi in campionato"

Mario Sconcerti, una delle firme più prestigiose del giornalismo italiano, ha analizzato quanto sta accadendo al Mondiale.
Una delle grandi novità apportate nel corso del Mondiale è sicuramente legata ai tempi di recupero, lunghissimi. Ne ha parlato Mario Sconcerti al Corriere della Sera: "C’è una sola spiegazione per i tempi di recupero infiniti: si è scelto di arrivare al tempo effettivo, con l’orologio che si ferma a ogni fallo laterale e qualunque altra interruzione. Non c’è più una partita complessiva, ma due situazioni diverse, una quando la palla è in campo e una quando il gioco è fermo. L’idea è circolata altre volte ma non è mai stata presa seriamente".
"L’interruzione casuale è una parte fondamentale del calcio, sta dentro il gioco a pieno titolo. Non perdere tempo inutilmente, questo sì è un problema, ma il recupero serve a compensare la lentezza. Ma non si può ogni volta far ripartire l’orologio. Il recupero è sempre stato il riassunto del tempo perso, non la replica. Oggi si accetta perfino il recupero sul recupero, 2 minuti su 10 sono il 20%. Come recuperarne 18 ogni partita. Non credo sia una buona idea. Trasportare la nuova abitudine in campionato temo sarebbe insostenibile. Avremmo il 20% dei gol concentrati in quei minuti, aumenterebbero tensioni e polemiche", ha aggiunto Sconcerti.






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