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Mexico86, Toscano: "Bielsa a Napoli per tornare a sognare. Ho scritto un verso su Sarri"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Mexico86, Toscano: Bielsa a Napoli per tornare a sognare. Ho scritto un verso su Sarri

Vincenzo Toscano, frontman dei Mexico86, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di AreaNapoli.it.


Mexico86 sono tra i gruppi più interessanti del panorama campano. Il loro sound è moderno, aperto alle nuove sonorità anche se rispettoso della grande tradizione partenopea. Hanno pubblicato da pochi giorni per l'etichetta discografica INRI il brano "Del tempo che ho perso", singolo che anticipa l'album in uscita a settembre prodotto presso il Monopattino Recording Studio di Sorrento da Peppe De Angelis e registrato anche da Taketo Gohara. La redazione di AreaNapoli.it  ha contattato il frontman della band, il musicista Vincenzo Toscano.

 Mexico 86 come il Mondiale vinto dall'Argentina di Maradona?


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"Il nome della band nasce dall'amore che abbiamo per Diego Armando Maradona. L'argentino fu il grande protagonista della vittoria dell'Argentina nel Mondiale di Messico 86, suo il goal più bello della storia (quello realizzato contro l'Inghilterra, ndr). Pensa che la prima parola che imparai da piccolo fu Maradona, non mamma e papà. Mio padre guardava le partite con la parrucca e ci nominava Diego. Per noi fu normale dedicare il nome del gruppo all'ex Pibe de Oro".

La notizia della sua morte vi ha inevitabilmente sconvolto

"Io, mio fratello Pietro e Giuseppe (Caliendo, ndr) ci vedemmo in seguito alla scomparsa di Diego e per una settimana piangevamo tutti i giorni, non riuscivamo a metabolizzare la bruttissima notizia. E non riusciamo a farcene una ragione nemmeno oggi, non l'abbiamo accettata. Nella sua vita non ha mai fatto del male ha nessuno, ma ci ha regalato tante gioie con la sua immensa classe. Le nostre vittorie sono indissolubilmente legati a Diego".

A proposito di argentini, sei nato lo stesso giorno di un calciatore amatissimo dai napoletani: Ezequiel Lavezzi

"Per me è stato il simbolo della rinascita, le sue giocate infiammavano il San Paolo. Noi eravamo sempre lì allo stadio e resterà per sempre nel nostro cuore, così come saremo per sempre legati a Ciro Mertens".

Il belga però è in scadenza di contratto con il Napoli

"Calciatori come Mertens meriterebbero un posto nella società così come Christian Maggio e Marek Hamsik, altri campioni che hanno dato l'anima per i nostri colori".

Deluso oppure soddisfatto della stagione del Napoli?

"Non posso dire di essere soddisfatto, sarebbe una follia. Ci sono grandi rimpianti, abbiamo perso tante partite al Maradona. La penso come Mertens: siamo più delusi ora che nell'anno dei 91 punti".

Dammi 3 nomi di calciatori che porteresti a Napoli

"Più che calciatori ti posso parlare di allenatori. Mi piacerebbe vedere sulla panchina del Napoli mister come De Zerbi oppure il loco Marcelo Bielsa, gente capace di darci emozioni così come accadde con Maurizio Sarri. Nell'anno dei 91 punti ci divertimmo tantissimo ed è come se avessimo vinto anche perché fu uno scudetto molto discusso. Nelle ultime giornate accadde di tutto, avremmo vinto di alzare a casa il trofeo più ambito. Per quello che concerne i calciatori, occorre trovare un terzino sinistro e un sostituto di Lorenzo Insigne. Ma mi sembra che il Napoli stia provvedendo con gli ingaggi di Khvicha Kvaratskhelia e di Mathias Olivera. Occorrono calciatori forti, di conclamato valore".

La vostra musica è ricca di contaminazioni: va dallo swing  al country-folk e allo ska, ma con riff di chitarre distorte e testi che denunciano ciò che non va. Una Napoli un po' diversa da quella tradizionale

"Sì anche se non ci distacchiamo completamente dalla musica tradizionale partenopea. Amiamo la musica classica napoletana, siamo molto legati a Pino Daniele. Ma non abbiamo mai interpretato un brano del grande cantautore per una forma di rispetto. Sarebbe come provare a calciare una punizione di sinistro con la maglia numero dieci di Maradona. In questa nuova fase, abbiamo deciso di utilizzare più chitarre, un disco più rock, con testi più inca***ti. Il primo era più ricco di contaminazioni: swing, ska, folk, con tantissimi riff di tromba. Era un periodo più spensierato rispetto a quello attuale".

"Del tempo che ho perso" anticipa l'album in uscita a settembre. Un inno per dimenticare gli anni in cui l’arte è stata sottratta al mondo

"Mi sento come se qualcuno mi avesse derubato. Negli ultimi tre anni lo Stato ha dimenticato coloro che lavorano nella musica, penso anche ai locali che sono stati costretti a chiudere. 'Del tempo che ho perso' è un brano di protesta, un messaggio alle amministrazioni e alla politica affinché si attivino in favore dei musicisti. Ora le cose sembrano migliorate con le riaperture, ma on dimentichiamo ciò che abbiamo subito negli ultimi anni".

Scusami se torno al calcio, ma nel pezzo "Del tempo che ho perso" c'è anche il seguente verso: "Maurizio se n'è andato e non ritorna più". Il riferimento è a Sarri?

"Assolutamente sì. Il Napoli di Maurizio Sarri ha fatto sognare tutti i tifosi, giocava benissimo, era uno spettacolo vederlo in campo. Sarebbe bastato confermare il mister e rinforzare la squadra con due, tre innesti per potere vincere qualcosa di importante. Nella gara tra il Napoli e il Crotone, ultima giornata del famoso campionato dei 91 punti, ricordo con dispiacere gli addii di Sarri e Maggio. Il terzino non scese nemmeno in campo quel giorno".

Come sono nati i Mexico 86?

"Il nostro gruppo è nato nel 2012, 2013. Io ho sempre suonato il basso e ho cantato, ma per diverso tempo mi sono fermato. Poi, tornando a casa, mio fratello mi fece ascoltare diversi brani che fanno parte del primo disco. Ripresi il basso e creai delle melodie vocali. Interpretavamo colonne sonore di film arrangiate a modo nostro per potere suonare nei locali. E tra una cover e un'altra mettevamo i nostri pezzi per farci conoscere fino a partecipare ai vari Festival che ci hanno dato ulteriore visibilità".

Quali sono i vostri progetti futuri?

"Innanzitutto pubblicare il nuovo disco. Sarebbe dovuto uscire tre anni fa, ma purtroppo in quel periodo abbiamo perso papà. Per me è stato un faro, lui da piccolo mi ha regalato una chitarra, mi ha fatto conoscere i Beatles, Johnny Cash oltre che Maradona. Mi sono sentito senza il pavimento sotto i piedi per sette, otto mesi. Non mi divertivo più e per un po' siamo rimasti fermi. Poi però abbiamo ripreso le registrazioni, siamo stati tra Milano e Monza e diversi produttori italiani importanti ci stanno dando una mano. Abbiamo fatto delle collaborazioni che non ci saremmo mai aspettati. Poi il covid ha rallentato tutto. Vorremmo uscire col nuovo disco tra settembre e ottobre. programmare un tour che ci possa assicurare anche un ritorno economico".

Un saluto di Vincenzo Toscano a tutti i lettori di AreaNapoli.it

"Un grande saluto a tutti i lettori di AreaNapoli.it. Speriamo che prima o poi arrivi questo tricolore che stiamo sfiorando da più anni. Ma la speranza è l'ultima a morire. Un abbraccio e Forza Napoli"

(C) RIPRODUZIONE RISERVATA


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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