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Mauro: "Uno come Barella non sarebbe stato nemmeno convocato da Lippi"

L'ex centrocampista ha ulteriormente analizzato i motivi della crisi del calcio italiano alla luce della recente non qualificazione ai Mondiali.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

26/03/2022 09:36 - Interviste
Mauro: Uno come Barella non sarebbe stato nemmeno convocato da Lippi

Massimo Mauro, ex centrocampista di Juventus e Napoli, nella sua intervista rilasciata a Repubblica ha parlato dei problemi del calcio italiano. L'ultimo trionfo mondiale risale al 2006 quando in panchina c'era Marcello Lippi. "Nella squadra che vinse il Mondiale c’erano finalisti o vincitori di Champions. Una come Barella, pur bravo, non sarebbe stato nemmeno tra i convocati di Lippi. Ma è un guasto del sistema, non dei calciatori che restano la parte migliore".

Cos’è mancato? "Il coraggio delle riforme che chiediamo da vent’anni. L’obbligo di almeno cinque italiani su undici in campo, e stadi di proprietà non paralizzati dalla burocrazia. I dirigenti federali ci prendono in giro da un’eternità".

Troppi stranieri? "Certamente. Persino la Serie C ne è stracolma. Del resto, costano meno della metà degli italiani. Oggi, nelle prime squadre del campionato non abbiamo italiani nei ruoli chiave. All’Europeo, il nostro uomo più prezioso era Spinazzola, il vero regista. Infortunato lui, il buio".

C’è speranza in Raspadori e Scamacca? "Ai miei tempi uno come Pruzzo non andò al Mondiale ’82, e persino Giordano la Nazionale l’ha vista poco. Io stesso non ci ho mai messo piede. Quando Mauro era il migliore della Juve, la Juve perdeva. Il calcio lo fanno i calciatori e lo disfano quelli che comandano". 


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