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Maradona, dott. Tuccillo: "Andava impiantato un defibrillatore"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Maradona, dott. Tuccillo: Andava impiantato un defibrillatore

Il dottor Bernardino Tuccillo dell'Ospedale del Mare di Napoli, è tornato sulla morte di Diego Armando Maradona.


Bernardino Tuccillo, primario di cardiologia dell’Ospedale del Mare di Napoli, ha parlato della morte di Maradona, spiegando i dettagli della causa che ha portato al decesso: "Partiamo dalla diagnosi: cardiopatia dilatativa, il cuore di Maradona aveva un peso ben oltre la media, di cosa si tratta? «È una sindrome caratterizzata dalla dilatazione del cuore e in particolare del ventricolo sinistro. Un cuore in media pesa 300 grammi. Il sovrappeso è dovuto all’ipertrofia del muscolo cardiaco e una evoluzione di tipo dilatativa. Può certamente essere anche espressione del danno dovuto all’abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti. Basta un banale ecocardiogramma per fare la diagnosi e confermarla».

Le cure più indicate? «I pazienti che hanno una cardiopatia dilatativa con una riduzione contrattile del cuore sotto il 35% hanno indicazione all’impianto del defibrillatore. Questo viene consigliato proprio perché il paziente ha un elevato rischio di morte improvvisa su base aritmica».


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Altrimenti come si può intervenire? «Se il paziente ha una crisi di insufficienza cardiaca è possibile intervenire farmacologicamente per cercare di fare rientrare i sintomi dello scompenso a meno che non si arrivi a uno stato terminale. In quel caso l’unica terapia è l’impianto di sistemi di assistenza meccanica o il trapianto cardiaco. Se poi la complicazione clinica è la fibrillazione ventricolare, solo un tempestivo intervento con defibrillatore può essere risolutivo».


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