Maifredi: "Pensava di essere un Dio in terra, invece ha sbattuto la faccia"
Gigi Maifredi ha parlato della delicata situazione che sta vivendo la Juventus e poi ha messo in evidenza i suoi trascorsi in bianconero.

Gigi Maifredi ha raccontato, attraverso le pagine di Libero, la sua avventura alla Juventus, che durò pochissimi mesi a causa dei risultati deludenti in campionato e coppa: "Nel 1990 fui chiamato per cambiare il concetto di un club e di una squadra, Thiago Motta per migliorare il gioco".
"Incappai in ostacoli impossibili da superare, la squadra si compattò attorno a Zoff quando seppe del mio imminente arrivo. Trovai un clima sfavorevole, dopo una trasferta contro la Samp fui io ad andarmene". Sull'allenatore italo brasiliano esonerato dalla Juventus: "Come il sottoscritto è arrivato a Torino credendo di essere dio in terra e ha sbattuto la faccia, anche contro lo spogliatoio. Il suo errore è stato pensare che alla Juve potesse allenare come a Bologna".
"In rossoblù i giocatori davano tutto perché sperano di andare in una big, in bianconero sono già in top class e come tali li devi trattare. La società non lo ha aiutato, soprattutto Giuntoli che già non aveva aiutato Allegri l'anno scorso. Ha dimostrato di non essere il ds (in realtà è Managing Director Football, più un dt, ndr) giusto per risollevare le sorti di una situazione che via via è peggiorata". Ha evidenziato Maifredi.








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