"Ma il Napoli può davvero perdere questo scudetto?". La risposta di Palmeri
Il giornalista Tancredi Palmeri nel suo editoriale su Sportitalia si è soffermato sul rush finale del campionato in vista delle ultime due partite.

Il giornalista Tancredi Palmeri, nel suo editoriale su Sportitalia, ha parlato delle ultime due sfide di campionato, soffermandosi sulla squadra di Conte: "Nessuno ma proprio nessuno avrebbe potuto scommettere sul pareggio del Napoli contro il Genoa. Che poi gli azzurri non hanno nemmeno giocato male, ma erano troppo impauriti le volte che il Genoa veniva avanti, e così non vai da nessuna parte".
"La partita più facile delle tre rimanenti, in condizioni soffici perché potevi sbagliare senza pagare dazio. E forse proprio questo ha tradito la squadra. Ma alla fine il patatrac è stato limitato perché quel punticino di differenza in verità è un fossato pieno di coccodrilli tra il piazzamento e l’albo d’oro, e dunque altro che punticino. E’ sano ricordare che quando si entra nella dirittura d’arrivo la palla pesa per tutti, campioni e mezze calzette, giocatori vincenti e squadre che devono affermarsi. Tutti. Perché nel calcio la testa fa girare il resto, e dunque la storia è piena di squadre di tutti i tipi e fortissime e inossidabili a cui però nel momento topico del finale dei campionati diventava difficilissimo conseguire i tre punti semplici".
Ma il Napoli può davvero perdere questo scudetto? La risposta è: "No. Non scherziamo. Anche se è vero che nel calcio tutto è possibile, ma la cosa positiva per Antonio Conte è che lo spogliatoio ha ricevuto il promemoria, e adesso la lezione è stata recepita facendosi male ma non irrimediabilmente. Questo fa tutta la differenza del mondo, perché vuol dire che a Parma scenderà in campo una squadra svegliata dallo schiaffone più morale che materiale. C’è sicuramente rischio di farsi paralizzare dalla paura, ma non c’è sicuramente il pericolo che non si sia compresa la situazione, cosa invece magari successa col Genoa".
"Ma soprattutto si sta sottovalutando un nome. Quello di Antonio Conte. Ora, va bene tutto, va bene l’imponderabile, ma ricordatevi con chi avete a che fare. Uno che in 7 stagioni nella massima serie si è portato a casa 5 campionati. E si appresta a fare 6 su 8. Uno che sorpassa, non è sorpassato. Lo sappiamo qual è il suo tallone d’Achille, l’Europa, le sfide secche, e lì sì ne possiamo discutere, ma quella è un’altra storia. In campionato Conte è il boss proprio perché non è perfetto come non lo è nessuno, ma di certo non c’è lezione che non abbia preso e girato a suo vantaggio rimediando all’errore. Aggiungiamoci anche la contingenza. Per carità, ribadiamo che tutto è possibile, e del resto quella col Genoa delle 6 partite che mancavano ancora a Inter e Napoli sembrava la più facile, anzi lo era".
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