Měchel: "Maradona aveva paura di deludere. A Instanbul non riusciva a muoversi"

Michel, ex calciatore del Real Madrid, ha parlato anche dell'ex Pibe de Oro, Diego Armando Maradona: "lo affrontai quando era al Napoli".
Martín del Campo Míchel lasciò il Santiago Bernabéu quando aveva appena 26 anni ed era uno dei leader del Real Madrid. Era l'11 giugno 1989. Quando rientrò negli spogliatoi affermò: "Avevo una sensazione vicina a quella che avrò il giorno della mia morte. Ero in pace. Era il momento di andare. Ho chiesto a un impiegato del club di dire a mia moglie di scendere: ‘Dille che ora ce ne andiamo’. Ho lasciato lo spogliatoio quando è arrivata la squadra a festeggiare il campionato. Quella sera c’è stata la cena e una festa, ma quando sono tornato a casa sono andato a letto e ho chiesto di non essere disturbato".
Míchel, nel corso della sua intervista a El Pais, ha parlato anche di Diego Armando Maradona: "Ho giocato contro di lui quando era al Napoli, al Siviglia, in Argentina. E sono stato sfortunato, o bravo, perché non l’ho mai visto bene in quelle partite. Mi è sempre sembrato un nostalgico di un’altra epoca che aveva paura di deludere, quella gigantesca aspettativa che aveva di essere quello che era. Quando ero un commentatore per la televisione spagnola l’ho ritrovato in una finale a Istanbul. Non riusciva nemmeno a muoversi: ‘Diego’ qui, ‘Diego’ là. Non volevo disturbarlo, ne aveva abbastanza. Ma lui mi ha visto ed è venuto a darmi un abbraccio che era come quando il Re ti abbracciava, che dovevi tenere le braccia ferme perché il protocollo ordinava che non potevi abbracciarlo".






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