Levinsky su Maradona: "Grondona lo fece fuori a USA 94. In Sudafrica faceva cose incredibili"

Il biografo di Diego Armando Maradona punta il dito verso Julio Grondona: "Decise di sacrificare la mela marcia per salvare il resto".
Sergio Levinsky è stato il biografo di Diego Armando Maradona. Il suo racconto/biografia porta il titolo italiano di “Una vita presa a calci”. In esso racconta il lavoro dell’ex preparatore atletico del Pibe, Fernando Signorini, l’importanza del marchio Maradona, l’insolita assenza di controlli antidoping nello spareggio tra Australia e Argentina e anche le negligenze dello staff albiceleste, “abituato a dire sempre «Sì Diego»”.
Ecco un piccolo stralcio: "Quello del ’94 è un mondiale che l’Argentina perde fuori dal campo, con Grondona che sacrifica la “mela marcia” per salvare il resto, convinto che la sanzione per Diego non sarebbe stata troppo severa. Gli arrivarono 15 mesi di squalifica, a 34 anni. Grondona era un maestro nel negoziare e saldare i propri debiti: è anche per quello che nel 2008 affida la nazionale a Diego, che purtroppo però non poteva essere allenatore. Pretendeva che i suoi giocatori vedessero il gioco come lo vedeva lui, cosa impossibile. Mentalmente non è mai riuscito a ritirarsi del tutto dal calcio giocato. Al Mondiale in Sudafrica, durante gli allenamenti, era incredibile vederlo battere le punizioni meglio di tutti gli altri, Messi incluso", riferì Levinsky.






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