Lavezzi: "I napoletani mi volevano bene. Passai col semaforo rosso, la polizia..."

L'ex attaccante del Napoli, Ezequiel Lavezzi, ha raccontato un aneddoto che lo vide protagonista con il figlio e la polizia.
Ezequiel Lavezzi è stato uno dei calciatori più amati non solo dell'epopea Aurelio De Laurentiis a Napoli, ma dell'intera storia del calcio partenopeo. Il Pocho non è riuscito a coronare la sua esperienza in azzurro con la conquista dello scudetto, ma resta ancora oggi nel cuore dei tifosi.
Lavezzi: "A Napoli mi volevano tanto bene"
Ezequiel Lavezzi ha rilasciato alcune dichiarazioni al podcast argentino Olga in cui ha parlato della sua esperienza con la maglia del Napoli: "A Napoli sono stato benissimo, la gente mi voleva tanto bene, ma non potevo uscire per strada, per il fanatismo delle persone e quello che si creò con me. All'inizio era bello, ma dopo un po' meno perché facevo fatica a uscire di casa".
Lavezzi e l'aneddoto col figlio e la polizia
L'ex calciatore del Napoli ha poi raccontato un episodio che lo vide protagonista con il figlio Tomas, quando il giovane lo veniva a trovare: "Le volte che veniva a vedermi non potevamo uscire per strada. Quando andavo con lui all'allenamento, dovevamo nasconderci nel baule di un'auto e uscire. Un giorno ero con mio figlio, tornavamo dall'allenamento. C'era un semaforo, la polizia era ferma, era rosso. Io passai col semaforo. I poliziotti scesero con le pistole. Abbassai il finestrino e dissi che avevo il bambino che stava male. Loro si offrirono di accompagnarci all'ospedale".






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