La curiosa teoria di Spalletti: "Sconfitta col Sassuolo? Eseguito troppo alla lettera cosa ho chiesto"

L'analisi del tecnico della Juve dopo il rocambolesco 3-2 subito nel finale al Mapei Stadium: "Troppo scolastici nelle giocate, i ragazzi devono imparare a leggere i momenti".
Una sconfitta che brucia e che lascia un mare di interrogativi in casa bianconera. Il rocambolesco 3-2 patito dalla Juventus sul campo del Sassuolo - maturato nei minuti di recupero dopo aver rimontato due volte grazie alla doppietta di Edon Zhegrova - ha mandato su tutte le furie Luciano Spalletti. Presentatosi ai microfoni della stampa a fine partita, il tecnico toscano si è reso protagonista di un'analisi spiazzante.
Spalletti dopo Sassuolo-Juve: "Eseguiti troppo bene i compiti, è mancata la lettura"
Mettendo da parte gli alibi legati all'emergenza infortuni e all'assenza dei senatori, Spalletti ha individuato la causa principale del K.O. in una rigidità tattica eccessiva: "La sensazione? Abbiamo eseguito troppo alla lettera quello che avevo chiesto di fare durante la settimana. Quando chiedo di occupare determinati spazi o di palleggiare in una certa maniera, mi aspetto che la squadra utilizzi le mie indicazioni come una traccia, non come una gabbia. Siamo stati scolastici, meccanici, senza quella malizia necessaria per capire quando c'è da spezzare il ritmo o ripulire un pallone pericoloso. Bisogna saper interpretare".
Un finale folle che condanna la Juventus al Mapei
La teoria del tecnico trova riscontro proprio nei minuti di recupero, dove la Juventus ha mostrato una superficialità disarmante nella gestione dell'1-1 prima e del 2-2 poi. Subito dopo la rete dell'illusorio pareggio di Zhegrova al 91', la squadra si è fatta disunire scoprendo il fianco al contropiede letale di Vasilije Adzić al 94'.
Maturità cercasi: il richiamo di Spalletti al gruppo Juve
Per la 'Vecchia Signora' si tratta di una battuta d'arresto pesante che la fa scivolare all'8° posto in classifica. La ricetta di Spalletti per ripartire passa da un salto di qualità mentale: "Dobbiamo crescere in fretta sotto l'aspetto della maturità. Non si può passare dall'estasi di un gol segnato in recupero al vuoto difensivo dell'azione successiva. Chi veste questa maglia deve saper leggere da solo le partite, senza aspettare sempre il telecomando dalla panchina".








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