La 10 della Roma a Dybala, Totti: "Mi fecero una proposta, risposi che erano tutti scemi"

Quando il club giallorosso prese Dybala c'era l'intenzione di fargli indossare la maglia numero 10. Totti racconta cosa gli proposero.
L'arrivo di Paulo Dybala alla Roma nel 2022 contiene un episodio inedito su Francesco Totti. L'ex capitano, nella sua ultima autobiografia "Oltre" ha raccontato il rifiuto di partecipare alla consegna della storica maglia numero dieci all'argentino, che poi non c'è mai stata.
La 10 della Roma a Dybala, Totti: "Mi fecero una proposta, risposi che erano tutti scemi"
"Dybala non ha mai vestito la maglia numero dieci. Da quando mi hanno fatto smettere, la mia maglia, nella mia squadra del cuore, non l’ha più indossata nessuno. Mica per scelta mia, più che altro della gente, la vera custode del tesoro", ha spiegato Totti che poi ha aggiunto: "Quando Paulo è sbarcato a Roma, la società per vie indirette mi aveva fatto arrivare un messaggio. Avrebbero voluto affidargli la 10 e avrebbero voluto che, a consegnargliela durante la presentazione ufficiale al Colosseo Quadrato, fossi proprio io". La risposta? "Ma voi siete tutti scemi. Se ne avete il coraggio, dategliela voi. Se voi avete questa intenzione, procedete, senza mettermi in mezzo".
Francesco sogna un altro 10 alla Roma: "Spero arrivi un altro come me"
Poi il Pupone ha spiegato i motivi: "Non volevo che ricadesse su di me la responsabilità di una scelta altrui, di una decisione in cui non c’entravo assolutamente nulla. La 10 della Roma pesa, e poi porterebbe inevitabili paragoni con il sottoscritto. Dybala per me, se sta bene, può fare la differenza. Voglio essere molto chiaro: la maglia numero 10 della Roma, io, non la ritirerei mai in via definitiva, sarebbe come negare un meraviglioso sogno ai bambini. Ogni giorno spero si manifesti un altro Totti. Uno nato a Roma, cresciuto a Roma, che scelga la Roma per la vita, per l’eternità. Discorso diverso sarebbe assegnare quella divisa a qualcuno che arriva dall’altra parte del mondo, che resta per un periodo limitato e poi va via. È un simbolo troppo importante e significativo, che va affidato solo a chi nella Roma, almeno potenzialmente, può giocare per quindici o vent’anni".








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