Da Torino: "Sì al gemellaggio col Napoli. Quando gli azzurri vincono, qui si festeggia"

La giornalista di dichiarata fede torinista Marina Beccuti ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della testata giornalistica AreaNapoli.it.
Napoli e Torino appartengono alla ristretta cerchia di club capaci di rompere storicamente il dominio delle tre grandi del Nord (Juventus, Inter e Milan). Il Torino vanta sette scudetti (cinque dei quali vinti dal leggendario Grande Torino degli anni '40), mentre il Napoli ne conquistati quattro.
Le parole di Marina Beccuti ad AreaNapoli.it
Pur non essendoci un gemellaggio ufficiale, tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 esistevano forti legami di simpatia e amicizia reciproca tra i principali gruppi ultras delle due curve. Oggi le tifoserie mantengono un rapporto di sostanziale rispetto o neutralità, unito dal comune sentimento "anti-Juventus". La redazione di AreaNapoli.it ha contattato la giornalista di TorinoGranata.it, Marina Beccuti.
Beccuti: "Napoli-Torino: sì al gemellaggio"
Di seguito le parole di Marina Beccuti ad AreaNapoli.it: "Mi piacerebbe il gemellaggio con il Napoli, e mi domando come mai non sia già avvenuto, considerando che Torino è la seconda città per numero di napoletani che vivono. Quando vince il Napoli si festeggia nelle nostre strade. Quindi mi piacerebbe e credo si possa fare, anche a livello societario, perché sono stati fatti parecchi affari tra Cairo e De Laurentiis. Mi ricordo che da ragazza andavo a vedere il Napoli in mezzo ai tifosi azzurri e mi sono sempre divertita un sacco e mi sentivo sicura perché erano persone appassionate e mai violente. Adesso il calcio e la tifoseria sono cambiati molto, ma credo il tifoso napoletano sia rimasto sempre appassionato e non violento".
Beccuti: "Amo Napoli come la ama mio marito"
Tuo marito tifa anche Napoli. "Sì, è vero. Enrico, mio marito, nato a Torino e tifoso del Toro in primis, ha cominciato a seguire il Napoli per Maradona e poi ha continuato ad amarlo. Voglio ricordare un aneddoto che riguarda un dirigente di Enrico, che era anche azionista e tifoso del Fiorenzuola. Il quale raccontava che la domenica prendeva la bandiera del Napoli e lo andava a tifare per Maradona. Il grande campione ha creato un amore attorno a sé inimmaginabile e se ripenso al calcio, quello bello, che faceva sognare penso ancora a lui".
Anche tu seguivi molto il Napoli "Io seguivo il Napoli e anche la Roma di Falcao, mio grande idolo, perché adoravo Rudy Kroll, un altro campione incredibile. Amavo l'Olanda del pressing, quella di Crujiff, per intenderci, Rep, Neeskens, uno squadrone, che vinse poco ma fede sognare. Ero piccola, ma ricordo quelle maglie arancioni. Anche se all'epoca c'era solo il bianco e nero in tv. Mio marito non è di Napoli ma mio suocero è nato, diciamo di passaggio, a Salerno. Mio marito però ha avuto amici napoletani e ha frequentato parecchio Napoli, città che adora, come me. Tra l'altro mio suocero giocava nella squadra riserve del grande Torino".
"Mio suocero è stato un calciatore del Torino"
Mi parlavi di tuo suocero. "Sì, mio suocero tra l'altro è stato un giocatore del Toro, prima era nelle riserve del Grande Torino e forse, senza la tragedia, avrebbe anche potuto esordire. Poi andò quasi sempre in prestito, ma all'epoca doveva anche lavorare e quindi non poteva vivere di calcio. E' mancato di Alzheimer ma nei suoi ricordi contorti non ha mai dimenticato il Filadelfia, dove si è allenato per anni. Mi permetti anche una considerazione prettamente femminile prima di chiudere l'intervista?".
Il pensiero di Marina Beccuti su Kroll
Certo. "Ti parlavo di Kroll, del calciatore formidabile che ho avuto il piacere di ammirare. Da donna ti posso dire che era anche belloccio (ride, ndr)".








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