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L'analisi di Paoletti: "I mali del Napoli non dipendono da Garcia"


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Pubblicato nella sezione Interviste
L'analisi di Paoletti: I mali del Napoli non dipendono da Garcia

L'ex addetto stampa del Napoli fornisce il suo personale punto di vista sull'attuale situazione azzurra: "De Laurentiis deve delle spiegazioni".


Momento molto difficile per il Napoli, la panchina di Garcia traballa. Paolo Paoletti, ex addetto stampa del Napoli, ha esternato il suo punto di vista tramite il proprio profilo social. "Bisognava attendere i 100 giorni chiesti da Garcia. Ci siamo. Alla ripresa dopo le Nazionali, Verona-Napoli sarà lo spartiacque del lavoro svolto fin qui dal tecnico francese. Molti ne chiedono il licenziamento, bisognerebbe chiedere che De Laurentiis la smettesse di fare ciò che non sa fare. Garcia l'ha scelto lui, dicendo che il Napoli poteva allenarlo chiunque e che la figura del DS è ruolo di secondo piano in un club". 

Poi sottolinea: "I mali del Napoli, infatti, non dipendono da Garcia, almeno non solo e bisognerebbe smetterla con la mala-abitudine del capro espiatorio (scapegoat, suona meglio in inglese...), nascondendosi dietro la considerazione che non si possono cambiare i giocatori, ma l'allenatore sì. Tecnicamente il male peggiore del Napoli è la difesa. Detto e scritto da tempo: non si può pensare e dire di puntare al bis-scudetto e alle semifinali di Champions con Ostigaard (il meno peggio), Natan (chi è?), Juan Jesus (un ex giocatore), Rahamani (spalla di Kim). I quattro non sanno marcare ne a zona, ne a uomo. Per la paura di sbagliare o sono troppo irruenti o fanno le signorine, come sottolineato da l tecnico".


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"Se aggiungiamo che Di Lorenzo adesso pensa solo a proporre e non a difendere, suo primo incarico; ed a sinistra, Mario Rui, farnetica per bocca del suo agente (ripudiato, ma solo a parole) invece di fare meglio del suo competitor Oliveira, si spiega la faciltà con cui il Napoli becca gol".

"MERET è un caso a parte. A Napoli non ha mai giocato da primo. Spalletti lo scorso anno, s'arrese a promuoverlo titolare, perché ADL non volle un nuovo portiere di livello. Ha vinto lo scudetto ma non ha mai convinto. In questo scorcio sta sommando errori su errori: l'ultimo su Brekalo che segna sul suo palo, col pallone che gli passa tra le gambe. Da brividi...

"Il calcio, però, è gioco collettivo, e non è mai la colpa individuale a dover rendere conto.  Cosa manca quindi? In primis la capacità empatica di Spalletti, tra confidenzialità e disciplina. Farlo andare via, ancora una volta per incompatibilità con De Laurentis, è stato l'inizio del fine-ciclo. Una costante da Reja in poi....".

"La scelta di Garcia, invece, è da paragonare a quella di Donadoni. Esclusiva del cinepresidente, di cui è lui e solo lui a dover spiegare e pagare all'opinione pubblica.  Così come la non adeguata sostituzione di Kim, come sempre per motivi economici. Tra Real Madrid e Fiorentina, si possono tirare le prime conclusioni. Le prime, con ampia possibilità di correzioni". 

"IN CHAMPIONS la sintesi è che al Napoli è andata anche bene. Vittoria in Portogallo grazie ad un autogol. Sconfitta col Real per un autogol di Meret, favorita da un orrore del portiere (non è possibile non arrivare su un pallone calciato da 25metri che ti viene addosso). Il Napoli dopo 2 gare, ha 3 punti. Poteva averne 2, con 2 pareggi. Ed il Braga (mai visto una squadra di Champions così scarsa...) ha vinto a Berlino". 

 "IN CAMPIONATO. Dopo 8 gare sei a -7 dal Milan capolista e fuori dalla zona Champions, che Garcia pone come obiettivo di stagione, assolutamente inadeguato, per la squadra Campione in carica.  Evidentemente si è reso subito conto che la testa e la pancia dei giocatori era piena di insopportabile supponenza.  Qui le colpe sono da dividere tra l'ambiente di una parte (piccola) della città, provinciale al punto da sentirsi appagata da uno scudetto del calcio. E la società, ovvero De Laurentis, che non ha saputo trasmettere il senso della continuità ai massimi livelli". 

"Dopo il primo scudetto, il Napoli dominò il campionato, perdendolo nelle ultime 4 giornate, perché alcuni giocatori - scoppiati - rifiutarono avvicendamenti.  Poi però, arrivarono Coppa Uefa - che oggi equivale alla vittoria di una Champions -  ed il Secondo. Grazie anche ad un doveroso repulisti. Un ciclo finito malissimo con la squalifica e l'addio di Maradona. Eppur gestito nei 7 anni del Divino, portando a casa 2 Scudetti, una Coppa Italia, Una Coppa Uefa. L'addio di Spalletti e Giuntoli, mai visto in un club che ha appena vinto, ha fatto abortire un lavoro che avrebbe dovuto produrre molto di più".

"Vediamo cosa succede alla ripresa che ha un imperativo: chi metterà ancora in difficoltà Garcia, rifiutando scelte tecniche, deve essere multato. Chiunque sia. Ed il primo a chiederlo deve essere Di Lorenzo, se vuole fare il Capitano", ha concluso Paoletti.


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Alessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.

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